Ricorso Straordinario Penale – Cassazione Penale 10/07/2017 N° 33323

Ricorso straordinario penale – Cassazione penale 10/07/2017 n° 33323 leggi la sentenza gratuitamente su leggesemplice.com

Cassazione penale

Consulta tutte le sentenze della cassazione penale

Le sentenze più lunghe per comodità vengono divise in più pagine

Tipo: Cassazione penale

Sezione: Sezione III

Data: 10/07/2017

Numero: 33323

Testo completo della Sentenza Ricorso straordinario penale – Cassazione penale 10/07/2017 n° 33323:

Le sentenze più lunghe per comodità vengono divise in più pagine 

Penale Sent. Sez. 3 Num. 33323 Anno 2017
Presidente: SAVANI PIERO
Relatore: DI STASI ANTONELLA
Data Udienza: 30/03/2017

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
DI NARDO STEFANO, nato a Roma il 21/05/1950
avverso l’ordinanza del 13/07/2016 della Settima Sezione della Corte di
Cassazione
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Dott.ssa Antonella Di Stasi;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale
dott. Giuseppe Corasaniti, che ha concluso chiedendo l’annullamento con
rinvio;
udito per l’imputato l’avv. Alessia Panella in sostituzione dell’avv. Gabriele
Bordoni che ha concluso chiedendo l’accoglimento del ricorso.

RITENUTO IN FATTO
Di Nardo Stefano propone, a mezzo di difensore munito di procura speciale,
ricorso straordinario avverso l’ordinanza della Settima Sezione della Corte dì
Cassazione del 13.7.2016, resa a definizione del proc. n.31397/2015; argomenta
che la predetta ordinanza veniva emessa nonostante la mancata notifica
dell’avviso di fissazione di udienza camerale al suo difensore di fiducia, avv.
Gabriele Bordoni del Foro di Roma: il predetto avviso, deduce, era stato
notificato al difensore di ufficio erroneamente nominato, nonostante il proprio
difensore di fiducia fosse abilitato al patrocinio dinanzi alla Corte di Cassazione.
Chiede, pertanto, l’annullamento dell’ordinanza.

CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Il ricorso è fondato.
2.Va osservato che, secondo la pacifica giurisprudenza di questa Corte,
costituisce errore percettivo, tale da legittimare il ricorso straordinario ex art.
625 bis cod.proc.pen., quello che cade sulla carente lettura degli atti in relazione
alla mancanza od alla irregolarità della prescritta notifica in funzione di garanzia
difensiva (cfr., in termini, Sez. 1, n.35432 del 21.09.2006, Rv. 234899, Sez. 6,
n. 40628 del 16.10.2008, Rv. 241526; Sez. 1, n.40611 del 13/10/2009,
Rv.245569; Sez.3,n.5039 del 20/01/2010, Rv.245916; Sez.5, n.40275 del
16/05/2014, Rv.262548)
3.Nella specie, l’avviso dell’udienza del 13.7.2016 veniva notificato in data
13.5.2016 al nominato difensore di ufficio, avv. Luigi Iannettone, e non al
difensore di fiducia dell’imputato, avv. Gabriele Bordoni, abilitato al patrocinio
dinanzi alla Corte di Cassazione.
La Settima Sezione della Corte, per errore percettivo, non rilevava la
conseguente nullità e pronunciava la decisione impugnata.
Questa Sezione, adita ex art. 625 bis cod.proc.pen., è dunque tenuta ad
adottare “i provvedimenti necessari per correggere l’errore”. Con tale
espressione la norma prefigura – all’esito della procedura camerale partecipata di
cui all’art. 127 cod.proc.pen.- rimedi flessibili e adattabili alle diverse situazioni,
che permettono l’immediata pronuncia della nuova decisione, in luogo di quella
viziata dall’errore di fatto, ovvero, se necessario, la sola caducazione di questa e
la celebrazione del nuovo giudizio nelle forme dell’udienza pubblica o della
camera di consiglio. Pertanto, nell’ipotesi di accoglimento del ricorso
straordinario per errore di fatto, il momento rescindente e quello rescissorio, pur
restando concettualmente sempre distinguibili, possono essere unificati o
separati, secondo il prudente apprezzamento della Corte, in relazione alle
peculiari connotazioni delle singole situazioni processuali: in ogni caso, benché
l’art. 625 bis si limiti a parlare di “correzione”, l’accoglimento del ricorso
comporta una nuova decisione che sostituisce quella precedente (Sez.U, n.16103
del 27/03/2002, Rv.221282).
Nel caso di specie, al fine di eliminare la rilevata violazione delle garanzie
difensive occorre procedere al rinnovo dell’udienza ed alla riconsiderazione del
fondamento del gravame; va quindi, anzitutto, revocata l’ordinanza resa in data
13.7.2016 della Settima Sezione, pronunciata in difetto di notifica dell’avviso di
udienza al difensore di fiducia che ne aveva diritto.
Tale necessario provvedimento non fa però venir meno quello anteriore di
assegnazione del ricorso alla Settima Sezione – di esclusiva competenza del
primo Presidente di questa Corte (o suo delegato) – nè incide sulla sua
persistente validità; gli atti vanno perciò restituiti alla detta Sezione per nuovo
giudizio.

P.Q.M.
Revoca l’ordinanza del 13.7.2016 della VII Sezione di questa Corte alla
quale dispone siano trasmessi gli atti.
Così deciso il 30/3/2017

Le sentenze più lunghe per comodità vengono divise in più pagine