Ricorso – Cassazione Penale 17/10/2016 N° 43874

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Cassazione penale

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Tipo: Cassazione penale

Sezione: Sezione IV

Data: 17/10/2016

Numero: 43874

Testo completo della Sentenza Ricorso – Cassazione penale 17/10/2016 n° 43874:

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SENTENZA sul ricorso proposto da: CHIMENTI FRANCESCO BENEDETTO nato il 01/04/1982 a MILANO avverso la sentenza del 22/12/2015 del TRIBUNALE di GROSSETO sentita la relazione svolta dal Consigliere EUGENIA SERRAO; lette le conclusioni del sostituto Procuratore generale dott.ssa Paola Filippi, che ha concluso per l’inammissibilit� del ricorso; RITENUTO IN FATTO 1.Chimenti Francesco Benedetto ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza del Tribunale di Grosseto indicata in epigrafe con la quale, ai sensi dell’art. 444 cod. proc. pen., � stata applicata la pena concordata dalle parti in ordine al reato previsto dall’art.186, commi 2 lett.c) e 2-sexies, d. Igs. 30 aprile 1992, n.285 commesso in Grosseto il 10 gennaio 2015. 2. L’esponente deduce violazione e falsa applicazione di legge penale sostanziale e processuale, in particolare degli artt.444 cod. proc. pen. e 131 bis cod. pen. In particolare, si duole del diniego dell’istanza di applicazione dell’art.131 bis cod. pen. sul presupposto che l’offesa giuridica era di particolare tenuit� e che il giudice ha, invece, valutato elementi estranei alla fattispecie legale, segnatamente la pericolosit� della guida in orario notturno, l’altruit� del veicolo ed il fatto che ci si trovasse in una strada cittadina. 3. Il sostituto Procuratore generale dott.ssa Paola Filippi, nella sua requisitoria scritta, ha concluso per l’inammissibilit� del ricorso. CONSIDERATO IN DIRITTO 1. Il ricorso � manifestamente infondato. 2. E’, in primo luogo, necessaria, viste le ragioni addotte a sostegno del ricorso, la seguente precisazione: il reato contestato al ricorrente � fattispecie contravvenzionale nella quale l’offesa del bene protetto dalla norma incriminatrice si sostanzia nel pericolo al quale viene esposta la circolazione stradale. Non pu�, in ogni caso, considerarsi sussistente alcuna violazione di legge nella sentenza impugnata laddove il giudice di merito ha negato il giudizio di particolare tenuit� del fatto facendo riferimento, tra l’altro, alle modalit� della condotta (guida in stato di ebbrezza in orario notturno ed in una strada cittadina), legittimamente indicando quale fosse lo sfondo fattuale in cui la condotta si � inscritta e quale fosse, in conseguenza, il possibile impatto pregiudizievole per il bene tutelato, tanto pi� che �il nuovo istituto richiede di valutare la sola condotta e non consente di apprezzare se essa abbia dato luogo ad una situazione concretamente pericolosa� (Sez. U, n. 13682 del 25/02/2016, Coccimiglio, Rv. 266595).3. Dirimente risulta il rilievo che l’applicazione della pena su richiesta delle parti � un autonomo rito processuale in virt� del quale l’imputato ed il pubblico ministero si accordano sulla qualificazione giuridica della condotta contestata, sulla concorrenza di circostanze, sulla comparazione fra le stesse e sull’entit� della pena, mentre il giudice ha il potere ed il dovere di controllare la correttezza giuridica del patto e la congruit� della pena richiesta e di applicarla dopo aver accertato che non emerga in modo evidente una delle cause di non punibilit� previste dall’art. 129 cod.proc.pen. Ne consegue che – una volta ottenuta l’applicazione di una determinata pena ai sensi dell’art. 444 cod.proc.pen.- l’imputato non pu� rimettere in discussione profili oggettivi o soggettivi della fattispecie perch� essi sono coperti dal patteggiamento, cosicch� risulta irrilevante qualsiasi vizio processuale verificatosi in precedenza rispetto alla formulazione dell’istanza, rispetto al quale, peraltro, il ricorrente risulta privo di interesse al suo accertamento. 4. Alla richiesta di applicazione della causa di non punibilit� di cui all’art. 131 bis, cod. pen., istanza respinta prima della richiesta di applicazione della pena, la parte deve intendersi abbia rinunciato con la proposizione di tale ultima istanza. La disposizione di cui all’art. 131 bis cod. proc. pen. ha, invero, introdotto un nuovo istituto di diritto sostanziale, la causa di esclusione della punibilit� per la speciale tenuit� del fatto di reato, per il cui riconoscimento � richiesto un apprezzamento di merito, volto a riscontrare la sussistenza dei presupposti applicativi richiesti dalla norma cosicch� presuppone una analisi di merito, suscettibile di esame in sede di impugnazione esclusivamente in ordine alla coerenza e completezza dell’argomentazione adottata, escludendosi la rilevanza di tutte le questioni processuali e sostanziali caratterizzate da opinabilit� (in tema di qualificazione giuridica del fatto, Sez. 6, n. 15009 del 27/11/2012, dep.2013, Bisignani, Rv. 254865). N� tale analisi pu� ritenersi essenziale in forza del controllo sull’esistenza di cause di non procedibilit� rimesso al giudice al quale � formulata l’istanza di applicazione della pena, poich� tali ipotesi risultano del tutto estranee a quelle riguardanti la causa di non punibilit� rivendicata, non richiamata nella disposizione, per la cui applicazione � imposta un’analisi di merito (Sez.7, n.37353 del 21/07/2016, Feletti; Sez.7, n.36719 del 14/07/2016, Virlan). 5. Alla dichiarazione di inammissibilit� del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 2.000,00 in favore della Cassa delle Ammende. P.Q.M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 2.000

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