Restituzione Nel Termine – Cassazione Penale 7/12/2016 N° 55274

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Cassazione penale

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Tipo: Cassazione penale

Sezione: Sezioni Unite

Data: 7/12/2016

Numero: 55274

Testo completo della Sentenza Restituzione nel termine – Cassazione penale 7/12/2016 n° 55274:

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SENTENZA sui( ricorsq propost da: RUSSO FRANCESCO (RINUNCIANTE) SPIGNO DARIO (RINUNCIANTE) IMPARATO LIBERATO RINUNCIANTE) CARDINALE OMAR (RINUNCIANTE) GIORDANO FABRIZIO (RINUNCIANTE) DI SOMMA ANNA MARIA (RINUNCIANTE) CICCARELLI GIUSEPPE (RINUNCIANTE) RAGNI RICCARDO (RINUNCIANTE) avverso l’ordinanza n. 369/2016 TRIB. LIBERTA’ di NAPOLI, del 16/06/2016 sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ANDREA MONTAGNI; le/sentite le conclusioni del PG Dott. 4 o_cc_f_, C 11. L i L( Ct CA Uditi dif nsor Avv.; RITENUTO IN FATTO 1. Il Tribunale di Napoli, con ordinanza del 16.06.2016, giudicando in sede di rinvio, rigettava l’appello avverso l’ordinanza con la quale il G.i.p. del Tribunale di Napoli aveva rigettato la richiesta di revoca del sequestro preventivo di quote, rapporti di conto corrente e beni strumentali della Environmetal Technologies Internatiolanl s.p.a. 2. Avverso la predetta ordinanza hanno proposto ricorso per cassazione Russo Francesco, Spigno Dario, Imparato Liberato, Cardinale Omar, Giordano Fabrizio, Di Somma Anna Maria, Ciccarelli Giuseppe e Ragni Riccardo, a mezzo dei difensori. Gli esponenti con il primo deducono violazione di legge in riferimento all’art.321 cod. proc. pen. Osservano che il Tribunale ha adottato una nozione astratta, ovvero ipotetica, del vincolo di pertinenziale. Con il secondo motivo le parti deducono la violazione di legge anche in riferimento all’art. 45, d.lgs. n. 231 del 2001. Con il terzo motivo i ricorrenti denunciano la violazione dell’art. 321 cod. proc. pen., rispetto all’elemento del periculum in mora. Al riguardo, le parti osservano che, in ragione della natura dinamica della vicenda cautelare, la permanenza dei requisiti richiesti dalla legge per l’adozione della misura di cautela è rimessa al costante controllo giurisdizionale. Sul punto, viene in particolare dedotta la violazione del periculum in mora, in relazione agli artt. 2438, 2439, 2440, 2441 cod. civ., quanto al giudizio del Tribunale sulle delibere di aumento del capitale sociale e sui conferimenti operati dai soci; in riferimento agli artt. 2327 e 2342, cod. civ., rispetto alla formazione della società ed alla sottoscrizione del capitale sociale da parte dei soci; e con riguardo agli art. 2112, 2555 e 2559, cod. civ., quanto alla cessione di azienda ed al finanziamento della operazione di aumento di capitale. Infine i ricorrenti denunciano la violazione dell’art. 627 cod. proc. pen., assumendo che il Tribunale abbia in realtà omesso di esaminare il tema relativo alla capacità patrimoniale dei soci, che era stato indicato dalla Suprema Corte in sede di annullamento. 2.1 I difensori e procuratori speciali degli imputati hanno depositato, in data 15.09.2016, dichiarazione di rinuncia all’impugnazione avverso la richiamata ordinanza del Tribunale di Napoli. Gli esponenti hanno evidenziato la sopravvenuta carenza di interesse, atteso che il Tribunale di Napoli, con provvedimento del 5.08.2016, ha disposto il dissequestro dei beni di cui si tratta.CONSIDERATO IN DIRITTO 1. I ricorsi sono inammissibili. Deve, infatti, osservarsi, con rilievo di ordine dirimente, che risulta acquisita, nei termini sopra richiamati, rituale rinuncia all’impugnazione, di talché i ricorsi, ai sensi del combinato disposto degli artt. 589 e 591 lett. d) cod. proc. pen., devono essere dichiarati inammissibili. 2. Sussistono i presupposti indicati dall’articolo 616 cod. proc. pen., interpretato secondo diritto vivente, per esonerare i ricorrenti dalla condanna al pagamento delle spese del procedimento e della somma in favore della Cassa delle Ammende, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale del 13/06/2000, n. 186. Invero, la Corte regolatrice ha ripetutamente affermato che nel caso di inammissibilità del ricorso per cassazione, a causa di rinuncia per sopravvenuta carenza d’interesse determinata da una causa non imputabile al ricorrente, non deve essere pronunciata la condanna alle spese ed alla sanzione pecuniaria prevista, in via ordinaria, dall’art. 616 cod. proc. pen. (Sez. 6, Sentenza n. 44805 del 05/11/2003, dep. 20/11/2003, Rv. 227168; Sez. 3, Sentenza n. 8025 del 25/01/2012, dep. 01/03/2012, Rv. 252910). E, nel caso di specie, le parti private rinunzianti non versano in colpa, rispetto alla sopravvenuta carenza di interesse all’impugnazione, che discende dalla modificazione dell’assetto cautelare che riguarda la posizione dei prevenuti, verificatasi successivamente al deposito dei ricorsi, come sopra chiarito. P.Q.M. Dichiara inammissibili i ricorsi. Così deciso il 29 novembre 2016.

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