Processo Penale – Cassazione Penale 16/03/2016 N° 11047

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Cassazione penale

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Tipo: Cassazione penale

Sezione: Sezione VI

Data: 16/03/2016

Numero: 11047

Testo completo della Sentenza Processo penale – Cassazione penale 16/03/2016 n° 11047:

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SENTENZA sul ricorso proposto da: GRAZIA GIUSEPPE N. IL 20/12/1950 avverso la sentenza n. 21264/2014 CORTE DI CASSAZIONE di ROMA, del 06/11/2014 sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. VINCENZO ROTUNDO; e Co i i, • – 1-ffres,Dett- camera di consiglio: 7-3-2016 r. g. n. 6664-15 FATTO E DIRITTO 1. Giuseppe Grazia ha proposto, tramite il suo difensore con procura speciale, ricorso straordinario ex art. 625 bis c.p.p. avverso la sentenza n. 47124-14, deliberata dalla Seconda sezione penale di questa Corte il 6-11-2014 e depositata il 14-11-2014, che aveva dichiarato inammissibili due suoi precedenti ricorsi (uno personale ed uno a mezzo del suo difensore di fiducia), presentati avverso la sentenza in data 3-10-2013 della Corte di Appello di Milano. Il ricorrente denuncia in primo luogo la possibilità che la notifica dell’avviso al difensore di fiducia della udienza di trattazione dei suoi ricorsi originari, tenutasi in data 6-11-2014, sia stata disposta ed effettuata ai sensi dell’art. 148, comma 2 bis, c.p.p. e che “probabilmente” la stessa notifica non sia andata a buon fine per problemi attinenti alla trasmissione telematica. Deduce altresì che nessun avviso di fissazione udienza davanti alla Suprema Corte sarebbe pervenuto ad esso Grazia Giuseppe presso la sua residenza, nonostante egli avesse presentato personalmente ricorso avverso la sentenza della Corte di Appello di Milano del 3-10-2013. A suo avviso, i suesposti difetti di notifica si sarebbero tradotti in un errore materiale sulla costituzione delle parti processuali per violazione delle regole del contraddittorio, con la conseguente necessità di revoca della sentenza impugnata ai sensi dell’art. 625 bis, comma 4, ultima parte, c.p.p. 2. Il ricorso straordinario va dichiarato inammissibile, con la conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro millecinquecento in favore della Cassa delle ammende, equa al caso. Infatti in primo luogo va ribadito che in tema di notifiche ai difensori, l’art. 148, comma 2 bis, cod. proc. pen., consente la notifica “con mezzi tecnici idonei”, tra cui va ricompresa la trasmissione telematica se certificabile, e ciò a prescindere dall’emanazione da parte del Ministero della giustizia dei decreti attuativi, destinati a regolamentare l’utilizzo della P.E.C., secondo quanto previsto dall’art. 16 della legge 18 ottobre 2012, n.179 (sez. 2, sentenza n. 50316 del 16-9-2015, Rv 265394, Gullotta). D’altra parte la notificazione di un atto all’imputato o ad altra parte privata, in ogni caso in cui possa o debba effettuarsi mediante consegna al difensore, può essere eseguita con telefax o altri mezzi idonei a norma dell’art. 148, comma 2 bis, cod. proc. pen. (Sez. U. sentenza n. 28451 del 28- 4-2011, Rv 250121, Pedicone) ed é valida ed efficace la notificazione al difensore dell’imputato effettuata nelle forme previste dall’art. 150 cod. proc. pen. a mezzo fax, quando, come nel caso di specie, la trasmissione del messaggio inviato al numero di utenza fornito dallo stesso difensore risulti confermata dall’apparecchio trasmittente, competendo in tal caso al difensore addurre le ragioni della mancata ricezione, le quali comunque non possono validamente consistere nell”inosservanza delle regole idonee a garantire l’efficienza dell’apparecchio (sez. 2, sentenza n. 2233 del 4-12-2013, Rv 258286, Ortolan). In secondo luogo è legittimo l’omesso avviso dell’udienza di discussione del ricorso in cassazione all’imputato che, come nel caso in esame, abbia proposto ricorso personalmente e abbia nominato difensore di fiducia, in quanto, ai sensi dell’art. 610, comma quinto, cod. proc. pen., l’avviso, in tal caso, spetta, non già all’imputato, ma solo al suo difensore, abilitato al patrocinio in sede di legittimità, e soltanto nell’ipotesi in cui il ricorrente sia privo di difensore o quello di fiducia non sia abilitato al detto patrocinio è dovuto l’avviso alla parte personalmente nonché al difensore d’ufficio appositamente nominato (sez. 5, sentenza n. 29763 del 28-5-2010, Rv 248263, Longo). Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro millecinquecento in favore della Cassa delle ammende. Co ì deciso in Roma, il 7 marzo 2016.

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