Processo Penale – Cassazione Penale 03/02/2016 N° 5530

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Cassazione penale

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Tipo: Cassazione Penale

Sezione: Sezione VI

Data: 03/02/2016

Numero: 5530

Testo completo della Sentenza Processo penale – Cassazione Penale 03/02/2016 n° 5530:

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SENTENZA Sul ricorso proposto da: BERARDINELLI GIANCARLO n. IL 15/05/1971 avverso la sentenza n. 5404/2012 della CORTE DI APPELLO di BOLOGNA del 04/05/2015 visti gli att, la sentenza e il ricorso; udita in PUBBLICA UDIENZAdel 03/03/2016 la relazione fatta dal Consigliere Dott. Massimo Ricciarelli Sentite le conclusioni del P.G. dott. Luigi Orsi, che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso RITENUTO IN FATTO 1. Con sentenza del 7/5/2015 la Corte di appello di Bologna ha confermato quella di primo grado pronunciata dal Tribunale di Reggio Emilia nei confronti di Berardinelli Giancarlo. 2. Ha presentato ricorso il difensore dell’imputato deducendo nullità della sentenza per omessa notifica del decreto di citazione del giudizio di appello, in relazione all’art. 606, comma 1, lett. b) e c), cod. proc. pen. L’imputato, pur avendo eletto domicilio in Correggio, via del Correggio 5, non aveva ricevuto alcuna notifica. Quella effettuata a mezzo di posta elettronica certificata al difensore non si sarebbe potuta considerare anche nell’interesse dell’imputato ai sensi dell’art. 157, comma 8-bis, cod. proc. pen., in quanto risultava effettuata in proprio, diversamente da quando la cancelleria aveva effettuato l’avviso di deposito della sentenza, facendo in tal caso menzione dell’art. 157, comma 8-b/s. La notifica effettuata al difensore non si sarebbe potuta reputare valida anche per l’imputato, configurandosi dunque una nullità assoluta della sentenza, nulla rilevando a tal fine la mancata formulazione di eccezioni in udienza. CONSIDERATO IN DIRITTO 1. Contrariamente a quanto dedotto nell’atto di appello, la notifica all’imputato è stata eseguita a mezzo di posta elettronica al difensore ai sensi dell’art. 157, comma 8-bis, cod. proc. pen. (sul punto risulta dalla certificazione del sistema di notifiche e comunicazioni telematiche, alla quale la Corte può direttamente accedere, trattandosi di eccezione rilevante ai sensi dell’art. 606, comma 1, lett. c, cod. proc. pen., che in data 25/3/2015, ore 12:40.26 fu inviata la notifica, accettata alle ore 12:40:27 e consegnata alle 12:40:30, con la specifica indicazione dell’art. 157, comma 8-bis). 2. Deve convenirsi con il ricorrente che, avendo l’imputato dichiarato un domicilio, la notifica avrebbe dovuto effettuarsi presso il medesimo e non ai sensi dell’art. 157, comma 8-bis, cod. proc. pen. Peraltro, sulla scorta del consolidato orientamento della Corte di cassazione, non si sarebbe potuto parlare di notifica inesistente (cfr. Cass. Sez. U. n. 119 del 27/10/2004, dep. nel 2005, Palumbo, rv. 229540): era invece ravvisabile una nullità di ordine generale a regime intermedio, da ritenersi in via generale sanata quando risulti provato che non ha impedito all’imputato di conoscere l’esistenza dell’atto e di esercitare il diritto di difesa, e che è, comunque, priva di effetti se non dedotta tempestivamente, essendo soggetta alla sanatoria speciale di cui all’art. 184, comma primo, alle sanatorie generali di cui all’art. 183, alle regole di deducibilità di cui all’art. 182, oltre che ai termini di rilevabilità di cui all’art. 180 cod. proc. pen. (Cass. Sez. U. n. 19602 del 27/3/2008, Micciullo, rv. 239396, che proprio con riguardo alla citazione per il giudizio di appello effettuata erroneamente ai sensi dell’art. 157, comma 8-bis, cod. proc. pen. ha rilevato che la relativa eccezioni avrebbe dovuto essere proposta nel giudizio di appello). 2 Ma nel caso di specie non risulta dal verbale del giudizio di appello che una siffatta eccezione fosse stata proposta, essendo all’evidenza infondata l’osservazione difensiva circa l’irrilevanza di tale dato processuale. 3. Da tutto ciò discende che l’eccezione di nullità e con essa il ricorso risultano manifestamente infondati. All’inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, in ragione dei profili di colpa sottesi alla causa di inammissibilità, a quello della somma di euro 1.500,00 in favore della cassa delle ammende. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a quello della somma di euro 1.500,00 in favore della cassa delle ammende. Così deciso in Roma, il 3/2/2016 Il Consigliere estensore

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