Poteri Della Cassazione – Cassazione Penale 11/07/2016 N° 28797

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Cassazione penale

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Tipo: Cassazione penale

Sezione: Sezione II

Data: 11/07/2016

Numero: 28797

Testo completo della Sentenza Poteri della cassazione – Cassazione penale 11/07/2016 n° 28797:

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SENTENZA sul ricorso proposto da: PRUITI CIARIELLO BASILIO avverso l’ordinanza n. 1636/2015 del TRIBUNALE del RIESAME di TORINO, del 07/01/2016 sentita la relazione svolta dal Consigliere Dott. LUCIANO IMPERIALI; udito il P.G. dott. STEFANO TOCCI, che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso 1 RITENUTO IN FATTO Con ordinanza del 7/1/2016 il Tribunale del riesame di Torino ha rigettato l’appello proposto nell’interesse di Pruiti Ciariello Basilio avverso l’ordinanza emessa il 23/11/2015 dal Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Cuneo, con la quale era stata rigettata l’istanza di sostituzione della misura coercitiva della custodia cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari. Propone ricorso per cassazione il Pruiti, a mezzo del difensore, chiedendone l’annullamento e lamentando, a tal fine, quale unico motivo di gravame, il difetto di motivazione in ordine al requisito dell’attualità delle esigenze cautelari ed all’inidoneità del bracciale elettronico alla loro salvaguardia, assumendo essere state espresse quanto al primo profilo solo valutazioni meramente ipotetiche ed astratte, e quanto all’inidoneità degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico solo congetture slegate dal caso concreto. CONSIDERATO IN DIRITTO Il ricorso è infondato e non può trovare accoglimento. Giova preliminarmente ricordare i limiti di sindacabilità da parte di questa Corte dei provvedimenti adottati dal giudice del riesame dei provvedimenti sulla libertà personale: secondo l’orientamento di questa Corte, che il Collegio condivide, l’ordinamento non conferisce alla Corte di Cassazione alcun potere di revisione degli elementi materiali e fattuali delle vicende indagate, ivi compreso lo spessore degli indizi, né alcun potere di riconsiderazione delle caratteristiche soggettive dell’indagato, ivi compreso l’apprezzamento delle esigenze cautelari e delle misure ritenute adeguate, trattandosi di apprezzamenti rientranti nel compito esclusivo e insindacabile del giudice cui è stata chiesta l’applicazione della misura cautelare, nonché del tribunale del riesame. Il controllo di legittimità sui punti devoluti è, perciò, circoscritto all’esclusivo esame dell’atto impugnato al fine di verificare che il testo di esso sia rispondente a due requisiti, uno di carattere positivo e l’altro negativo, la cui presenza rende l’atto incensurabile in sede di legittimità: 1) – l’esposizione delle ragioni giuridicamente significative che lo hanno determinato; 2) – l’assenza di illogicità evidenti, ossia la congruità delle argomentazioni rispetto al fine giustificativo del provvedimento. (Sez. 6 n. 2146 del 25.05.1995, Tontoli, Rv. 201840; sez. 2 n. 56 del 7/12/2011, Rv. 251760). Tanto precisato, nel caso di specie deve rilevarsi che il provvedimento impugnato non presenta i vizi denunciati con il ricorso, in quanto, con riferimento al profilo inerente la sussistenza delle esigenze cautelari, con argomentazioni congrue e prive di vizi logici il Tribunale del riesame di Torino ha desunto la concretezza ed attualità del pericolo di recidive specifiche dalla pluralità di precedenti penali da cui è gravato il Pruiti, tre dei quali per rapina, altri comunque per delitti contro il patrimonio ed altri ancora per delitti in materia di stupefacenti, dalla reiterazione di rapine a mano armata ai danni di filiali bancarie (sei episodi 2 2 in concorso con altri nell’arco di appena tre mesi) e dalla mancanza di stabile attività lavorativa o, comunque, di lecite fonti di reddito. Il predetto curriculum criminale è stato ritenuto evidenziare altresì, congiuntamente alle modalità dei fatti, un’assoluta insensibilità alle pregresse esperienze giudiziarie e carcerarie, tale da indurre a ritenere che qualsiasi prescrizione inerente misure meno afflittive potrebbe essere elusa dal ricorrente e che anche gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico non gli impedirebbero di riallacciare, con qualsiasi mezzo, contatti con gli ambienti criminosi con i quali potrebbe cooperare alla reiterazione di reati per procurarsi il necessario al proprio sostentamento: anche tali valutazioni, tutt’altro che astratte, risultano aderenti al caso concreto e prive di illogicità evidenti. Ai sensi dell’articolo 616 cod. proc. pen., al rigetto del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento. Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali. Si provveda a norma dell’art. 94 comma 1 ter. disp. att. cod. proc. pen. Così deciso nella camera di consiglio del 10 giugno 2016

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