Patteggiamento – Cassazione Penale 13/02/2017 N° 6579

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Cassazione penale

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Tipo: Cassazione penale

Sezione: Sezione III

Data: 13/02/2017

Numero: 6579

Testo completo della Sentenza Patteggiamento – Cassazione penale 13/02/2017 n° 6579:

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CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE TERZA PENALE

Sentenza 18 novembre 2016 – 13 febbraio 2017, n. 6579

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. CARCANO Domenico – Presidente –
Dott. GALTERIO Donatella – Consigliere –
Dott. ANDREAZZA Gastone – rel. Consigliere –
Dott. CIRIELLO Antonella – Consigliere –
Dott. MENGONI Enrico – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
F.D., n. a (OMISSIS);
avverso la sentenza del Tribunale di Roma in data 24/01/2014;
udita la relazione svolta dal consigliere Gastone Andreazza;
lette le conclusioni del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Dott. DI NARDO M., che ha concluso per l’annullamento senza rinvio.

RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
1. F.D. ha proposto ricorso nei confronti della sentenza del Tribunale di Roma in data 24/01/2014 di applicazione della pena di mesi dieci di reclusione ed Euro 2.000 di multa per il reato di cui al D.P.R. n. 309 del 1990, art. 73, comma 5, in relazione alla detenzione a fini di cessione di gr.5,3845 lordi di cocaina, di gr. 0,257 di Mdma e di gr. 0,051 di marijuana.
2. Con un unico motivo lamenta che il giudice ha erroneamente ritenuta congrua la pena concordata mentre, in considerazione delle modalità del fatto, della giovane età e della modica quantità di stupefacente rinvenuto avrebbe dovuto essere ritenuta congrua una pena ancor più contenuta nei minimi edittali.
3. Va preliminarmente considerato che, successivamente alla pronuncia della sentenza impugnata in data 24/01/2014, il regime sanzionatorio del D.P.R. n. 309 del 1990, art. 73, comma 5, applicato nella specie, già fissato originariamente in quello compreso tra anni uno ed anni sei di reclusione e tra Euro 3.000 ed Euro 26.000 di multa e, successivamente, in quello compreso tra anni uno ed anni cinque di reclusione e tra Euro 3.000 ed Euro 26.000 di multa per effetto del D.L. n. 146 del 2013, convertito in L. n. 10 del 2014, ha subito, per effetto della conversione, con modifiche, del D.L. n. 36 del 2014 nella L. n. 79 del 2014, una ulteriore modifica del regime edittale, definitivamente mutato in quello ricompreso tra mesi sei ed anni quattro di reclusione e tra Euro 1.032 ed Euro 10.329 di multa.
Ne consegue, secondo quanto affermato da questa Corte a Sezioni Unite con sentenza n. 46653 del 26/06/2015, dep. 25/11/2015, Della Fazia, Rv. 265111, la possibilità di rilevare d’ufficio in sede di legittimità, anche in presenza di ricorso manifestamente infondato (e tanto più quindi, laddove, come nella specie, il ricorso già investisse l’aspetto sanzionatorio), gli effetti delle modifiche normative sopravvenute anche quando la pena irrogata rientri nella cornice edittale della disciplina sopravvenuta; ciò in quanto la finalità rieducativa della pena ed il rispetto dei principi di uguaglianza e di proporzionalità impongono di rivalutare la misura della sanzione, precedentemente individuata, sulla base dei parametri edittali modificati dal legislatore in termini di minore gravità.
Sicché, essendo nella specie stata applicata una pena base di anni uno e mesi tre di reclusione ed Euro 3.000 di multa sulla base di una cornice edittale successivamente modificata in senso più favorevole all’imputato, la sopravvenuta “illegalità” della pena nel senso appena sopra considerato dalle Sezioni Unite deve comportare l’annullamento della sentenza di applicazione della pena, venendo travolto lo stesso accordo intervenuto tra le parti (cfr., Sez. 4, n. 49531 del 21/11/2014, dep. 27/11/2014, Laconte, Rv. 261074).
La sentenza impugnata va dunque annullata senza rinvio con trasmissione degli atti al Tribunale di Roma per l’ulteriore corso.

P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata e dispone la trasmissione degli atti al Tribunale di Roma per l’ulteriore corso.
Motivazione semplificata.
Così deciso in Roma, il 18 novembre 2016.
Depositato in Cancelleria il 13 febbraio 2017.

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