Obblighi Di Assistenza Familiare – Cassazione Penale 25/02/2016 N° 7764

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Cassazione penale

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Tipo: Cassazione Penale

Sezione: Sezione VI

Data: 25/02/2016

Numero: 7764

Testo completo della Sentenza Obblighi di assistenza familiare – Cassazione Penale 25/02/2016 n° 7764:

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sentenza

sul ricorso proposto da:

PROCURATORE GENERALE PRESSO CORTE D’APPELLO DI TRIESTE;

nei confronti di:

C.G. N. IL (OMISSIS);

avverso la sentenza n. 458/2014 TRIBUNALE di GORIZIA, del 17/11/2014;

sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. BENEDETTO PATERNO’ RADDUSA;

lette le conclusioni del PG per a.c.r..

Svolgimento del processo – Motivi della decisione

1. Con la sentenza impugnata è stata applicata ai sensi dell’art. 444 c.p.p. , a C.G. la pena finale della multa concordata.

Tanto per aver fatto mancare ai figli minori i mezzi di sussistenza, omettendo di versare l’importo stabilito dal Tribunale in sede di separazione tra coniugi.

2. Impugna la Procura Generale presso la Corte di Appello di Trieste ed adduce violazione di legge in ragione della erronea qualificazione del fatto, ricondotto all’egida della L. n. 898 del 1970, art. 12 sexies e non a quella di cui all’art. 570 c.p. , comma 2, n. 2.

Lamenta, in coerenza, la parte pubblica ricorrente, l’erronea applicazione della sola pena pecuniaria.

3. Il ricorso è fondato e impone l’annullamento della decisione impugnata.

4. All’imputato è stato contestato di aver omesso di adempiere all’obbligo di pagare l’assegno di mantenimento stabilito dal giudice in sede di separazione coniugale e di avere, con tale inadempimento, fatto mancare i mezzi di sussistenza ai figli minori.

Formalmente la contestazione è stata spesa con riferimento sia all’ipotesi prevista dalla L. 8 febbraio 2006, n. 54, art. 3, che ha esteso al coniuge separato l’applicabilità della L. 1 dicembre 1970, n. 898, art. 12 sexies, sia alla fattispecie prevista dall’art. 570 c.p. , comma 2, n. 2.

Trattasi di diverse violazioni di legge che, tuttavia, determinano un concorso apparente di reati, in quanto, in situazioni siffatte, il delitto di aver fatto mancare i mezzi di sussistenza ai figli minori implica l’omissione del versamento dell’assegno di mantenimento stabilito dal giudice civile.

Come hanno precisato le Sezioni Unite, quest’ultima violazione non integra il reato di cui all’art. 570 c.p. , comma 2, n. 2, giacchè il generico rinvio, quoad poenam, all’art. 570 c.p. , operato dalla L. 1 dicembre 1970, n. 898, art. 12 sexies, come modificato dalla L. 6 marzo 1987, n. 74, art. 21, (ed ora anche dalla L. 8 febbraio 2006, n. 54, art. 3), deve intendersi riferito alle pene alternative previste dall’art. 570 c.p. , comma 1, (Cass. Sez. U, n. 23866 del 31/01/2013, rv. 255269).

Ne deriva che mentre può essere realizzata la violazione dalla L. 1 dicembre 1970, n. 898, art. 12 sexies, o della L. 8 febbraio 2006, n. 54, art. 3, senza che siano fatti mancare i mezzi di sussistenza alle parti offese indicate nell’art. 570 c.p. , comma 2, n. 2, il genitore separato che fa mancare i mezzi di sussistenza ai figli minori, omettendo di versare l’assegno di mantenimento, commette un unico reato, quello previsto dall’art. 570 c.p. , comma 2, n. 2.

La violazione meno grave (l’omissione di versamento dell’assegno di mantenimento) per il principio di assorbimento, volto ad evitare il bis in idem sostanziale, perde infatti la sua autonomia e viene ricompresa nella accertata sussistenza della più grave violazione della norma prevalente per severità di trattamento sanzionatorio (aver fatto mancare i mezzi di sussistenza nei confronti del beneficiario dell’assegno di mantenimento).

In coerenza alla errata qualificazione giuridica operata in sentenza (che ha ridotto la contestazione alla sola ipotesi di cui all’art. 12 sexies citato e non all’art. 570 c.p. , comma 2, n. 2) è derivata una erronea determinazione della pena, esclusivamente irrogata nella sanzione pecuniaria della multa, trascurando l’applicazione della pena detentiva che risulta imposta dalla corretta qualificazione del fatto.

Da qui l’accoglimento del ricorso con decisione coerente al dispositivo che segue.

P.Q.M.

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata e dispone trasmettersi gli atti al Tribunale di Gorizia per l’ulteriore corso.

Così deciso in Roma, il 11 dicembre 2015.

Depositato in Cancelleria il 25 febbraio 2016

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