Misure Cautelari Personali – Cassazione Penale 24/03/2016 N° 12556

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Cassazione penale

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Tipo: Cassazione penale

Sezione: Sezione VI

Data: 24/03/2016

Numero: 12556

Testo completo della Sentenza Misure cautelari personali – Cassazione penale 24/03/2016 n° 12556:

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SENTENZA sul ricorso 9524-2010 proposto da: FORESTALE MIGLIORATI & C. SNC in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA ATTILIO REGOLO 12/D, presso lo studio dell’avvocato NUNZIATA D’ANDREA, rappresentato e difeso dagli avvocati PAOLO VAGNONI, CORRADO BRILLI giusta delega in calce; – ricorrente – contro AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende; controricorrente – nonché contro AGENZIA EMLLE ENTRATI:, ULTICIO CITTA DT UAIT.LL.J..[D; – intimato – avverso la sentenza n. 17/2009 della COMM.TRIB.REG. di PERUGIA, depositata il 16/02/2009; udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 20/04/2016 dal Consigliere Dott. MARINA MELONI; udito per il ricorrente l’Avvocato D’ANDREA per delega dell’Avvocato BRILLI che si riporta agli atti; udito per il controricorrente l’Avvocato ROCCHITTA che si riporta agli atti; udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. GIOVANNI GIACALONE che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso. Svolgimento del processo L’Agenzia delle Entrate, Ufficio di Città di Castello aveva emesso un avviso di liquidazione d’imposta ed irrogazione di sanzioni con il quale recuperava a tassazione le imposte di registro, ipotecaria e catastale relative a beni immobili per decadenza dalle agevolazioni fiscali concesse ai sensi dell’art.7 legge 984 del 22/12/1977 in quanto l’acquirente non aveva presentato entro i termini previsti dall’atto di acquisto del terreno il piano di coltura e la documentazione attestante il miglioramento del fondo. Avverso il suddetto avviso aveva proposto ricorso la società Forestale Migliorati & C. snc davanti alla Commissione tributaria provinciale di Perugia la quale accolse il ricorso con sentenza successivamente appellata dall’Agenzia delle Entrate. La Commissione Tributaria Regionale dell’Umbria accolse il ricorso in appello avverso la sentenza di primo grado. Avverso la sentenza di appello ha proposto ricorso per cassazione la società Forestale Migliorati & C. snc con due motivi e l’Agenzia delle Entrate ha resistito con controricorso. MOTIVI DELLA DECISIONE Con il primo motivo di ricorso la ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 330 cpc in relazione all’art. 360 comma 1 nr.3 cpc in quanto l’atto di appello doveva essere notificato presso il domicilio eletto e non come è avvenuto con raccomandata al legale rappresentante. Con il secondo motivo di ricorso la ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. degli artt.7 e 10 legge 984 del 22/12/1977 in relazione all’art. 360 comma 1 nr.3 cpc, in quanto l’acquirente contrariamente a quanto asserito dall’Ufficio aveva regolarmente presentato il piano di coltura e la documentazione attestante il miglioramento del fondo. Il ricorso è inammissibile per assoluta mancanza di quesiti di diritto. Infatti (Sez. 3, Ordinanza n. 7119 del 24/03/2010) Alla stregua del principio generale di cui all’art. 11, coma primo, disp. prel. cod. civ., secondo cui, in mancanza di un’espressa disposizione normativa contraria, la legge non dispone che per l’avvenire e non ha effetto retroattivo, nonché del correlato specifico disposto del comma quinto dell’art. 58 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in • 2 base al quale le norme previste da detta legge si applicano ai ricorsi per cassazione proposti avverso i provvedimenti pubblicati a decorrere dalla data di entrata in vigore della medesima legge (4 luglio 2009), l’abrogazione dell’art. 366- bis cod. proc. civ. (intervenuta ai sensi dell’art. 47 della citata legge n. 69 del 2009) è diventata efficace per i ricorsi avanzati con riferimento ai provvedimenti pubblicati successivamente alla suddetta data, con la conseguenza che per quelli proposti antecedentemente (dopo l’entrata in vigore del d.lgs. n. 40 del 2006) tale norma è da ritenersi ancora applicabile. Le considerazioni che precedono inducono al rigetto del ricorso con condanna alle spese del giudizio di legittimità, da liquidarsi come in dispositivo, secondo la soccombenza. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente Società Forestale Migliorati & C. snc al pagamento delle spese di giudizio che si liquidano in 3.000,00 complessivamente oltre spese accessorie come per legge. Così deciso in Roma nella camera di consiglio della V sezione civile il 20/4/2016

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