Minaccia Nei Confronti Dell’agente Di Polizia – Cassazione Penale 27/03/2017 N° 14883

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Cassazione penale

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Tipo: Cassazione penale

Sezione: Sezione VI

Data: 27/03/2017

Numero: 14883

Testo completo della Sentenza minaccia nei confronti dell’agente di Polizia – Cassazione penale 27/03/2017 n° 14883:

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Penale Sent. Sez. 5 Num. 14833 Anno 2017
Presidente: NAPPI ANIELLO
Relatore: GORJAN SERGIO
Data Udienza: 10/02/2017

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
GUARNIERI GUIDO nato il 31/08/1955 a GUARDIAGRELE
avverso la sentenza del 16/02/2015 della CORTE APPELLO di ANCONA
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita in PUBBLICA UDIENZA del 10/02/2017, la relazione svolta dal Consigliere
SERGIO GORJAN
Udito il Procuratore Generale in persona del STEFANO TOCCI
che ha concluso per
Udito il Procuratore Generale in persona del dott. Stefano Tocci
che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso.

Ritenuto in fatto
La Corte d’Appello di Ancona con la sentenza impugnata, resa il 16 – 22.2.2015,
ha parzialmente riformato – in punto tassazione della pena – la decisione di
condanna emessa a carico del Guarnieri dal Tribunale di Ancona per il delitto di
furto aggravato.
La Corte marchigiana ha ritenuto di riqualificare la condotta di riciclaggio,siccome
originariamente imputata, nel delitto di furto aggravato ed ha ritenuto un tanto
ininfluente sulla determinazione della competenza per territorio,nonché adeguato
il compendio probatorio acquisito in causa a sostenere la statuizione di penale
responsabilità. L’intervento correttivo della Corte territoriale ha riguardato solo la
quantificazione della pena in ragione di errato computo dell’aumento per il
concorso di più aggravanti ad effetto speciale non in linea con i parametri ex art
63 cod. pen.
Avverso la citata sentenza ha proposto ricorso per cassazione il difensore
fiduciario dell’imputato, rilevando i seguenti vizi di legittimità:
concorreva vizio di nullità delle sentenze di merito poiché il Tribunale di
Ancona era territorialmente incompetente a conoscere del ritenuto delitto di furto
aggravato – nuova qualificazione dell’originaria contestazione di riciclaggio –
poiché la condotta di sottrazione posta in essere in una via di Milano;
concorreva vizio della motivazione in relazione all’errata valutazione delle
prove raccolte con relazione al delitto di furto, poiché non poteva configurarsi
detto reato,per le ragioni fattuali precisate dall’imputato nel suo interrogatorio.
All’odierna udienza pubblica nessuno compariva per l’imputato,mentre il P.G.
instava per la declaratoria di inammissibilità del ricorso.

Ritenuto in diritto
Il ricorso esposto da Guido Guarnieri s’appalesa manifestamente infondato
eppertanto inammissibile.
La prima censura portata alla sentenza impugnata, vertente sull’incompetenza
per territorio del Giudice di Ancona in favore di quello milanese, si scontra con il
chiaro disposto in art 21 comma 2 cod. proc. pen. circa il termine,a pena di
decadenza entro il quale sollevare la questione di incompetenza territoriale.
La Corte anconetana,poi, ha puntualmente richiamato arresti di questo Supremo
Collegio a compendio di detta norma, relativi proprio alla fattispecie conseguente
a riqualificazione giuridica del fatto reato contestato,come avvenuto nella specie
– l’originaria imputazione di riciclaggio venne riqualificata in furto aggravato -.
Quanto alla seconda censura mossa afferente alla valutazione del compendio
probatorio, la stessa s’appalesa siccome aspecifica poiché,a fronte della
motivazione esposta dalla Corte territoriale, l’impugnante si limita a ribadire la
fondatezza della sua ricostruzione della questione, fondata in buona sostanza
sulle sole sue dichiarazioni prive di riscontro alcuno.
Dichiarazioni che,invece,confortano l’ipotesi accusatoria poiché il contrato di
compera vendita ha effetti reali, sicché il diritto di proprietà del bene passa al
momento della conclusione del patto a prescindere dall’adempimento
dell’obbligazione di pagare il prezzo.
Alla declaratoria di inammissibilità dell’impugnazione,segue,ex art 616 cod. proc.
pen., la condanna di Guido Guarnieri al pagamento delle spese processuali di
questo giudizio di legittimità in favore dell’Erario e della somma di C 2.000,00 a
favore della Cassa delle ammende.

P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di C 2.000,00 a favore della Cassa delle
ammende.
Così deciso in Roma il 10 febbraio 2017.

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