Mezzi Di Prova – Cassazione Penale 01/09/2017 N° 39856

Mezzi di prova – Cassazione penale 01/09/2017 n° 39856 leggi la sentenza gratuitamente su leggesemplice.com

Cassazione penale

Consulta tutte le sentenze della cassazione penale

Le sentenze più lunghe per comodità vengono divise in più pagine

Tipo: Cassazione penale

Sezione: Sezione feriale

Data: 01/09/2017

Numero: 39856

Testo completo della Sentenza Mezzi di prova – Cassazione penale 01/09/2017 n° 39856:

Le sentenze più lunghe per comodità vengono divise in più pagine 

Penale Sent. Sez. F Num. 39856 Anno 2017
Presidente: DI TOMASSI MARIASTEFANIA
Relatore: RECCHIONE SANDRA
Data Udienza: 31/08/2017

SENTENZA
sui ricorsi proposti da:
CARDILLO MARIA nato il 26/11/1969 a MESSINA
GHAZI ABDERRAHIM nato il 01/01/1978
avverso la sentenza del 09/01/2017 della CORTE APPELLO di MESSINA
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere SANDRA RECCHIONE
Udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore MARILIA DI
NARDO
Il Proc. Gen. conclude per l’annullamento senza rinvio per prescrizione in
relazione alla CARDILLO e per il rigetto del ricorso del GHAZI.

RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
1. La Corte di appello di Messina, in parziale riforma della sentenza del
Tribunale, condannava la Cardillo alla pena di mesi sei di reclusione ed euro
400 di multa ed il Ghazi alla pena di mesi tre di reclusione ed euro 300 di
multa per il reato di ricettazione di alcuni telefoni cellulari provento di furto.
2. Proponeva ricorso per cassazione el il difensore della Cardillo che
deduceva:
2.1. vizio di motivazione: la Corte territoriale avrebbe asserito in modo
apodittico che nel fascicolo del dibattimento si trovavano i decreti con i quali il
pubblico ministero avrebbe disposto l’acquisizione dei tabulati;
2.2. vizio di legge e di motivazione in relazione alla mancata concessione delle
circostanze attenuanti generiche: non vi sarebbe specifica motivazione sul punto
nonostante il beneficio sanzionatorio fosse stato invocato con l’atto d’appello;
2.3. Entrambi i motivi proposti superano il vaglio di ammissibilità, poiché
evidenziano delle criticità nel tessuto motivazionale offerto a sostegno sia
dell’accertamento di responsabilità, che del trattamento sanzionatorio.
Da un lato, infatti, la sentenza impugnata non tratta specificamente il tema della
concessione delle attenuanti generiche, e, dall’altro, offre una risposta evasiva
alla doglianza relativa alla presenza dei decreti di autorizzazione all’acquisizione
dei tabulati (pag. 3 della sentenza impugnata).
La non manifesta infondatezza delle doglianze implica la valutazione del decorso
del termine massimo di prescrizione: questo, tenuto conto anche della rilevata
sospensione (di mesi tre e giorni 14) risulta spirato il 24 aprile 2017.
Pertanto la sentenza impugnata deve essere annullata senza rinvio per decorso
del termine massimo di prescrizione nei riguardi della Cardillo.
3. Proponeva ricorso per cassazione anche il difensore del Ghazi, che deduceva:
3.1. vizio di motivazione: l’accertamento di responsabilità sarebbe stato basato
esclusivamente sulla circostanza che una scheda intestata all’imputato era stata
inserita nel telefono mobile provento di furto, senza che fosse effettuata alcuna
verifica in ordine all’uso effettivo di tale scheda da parte della ricorrente;
mancherebbe inoltre un adeguato scrutinio in ordine all’esistenza dell’elemento
soggettivo;
Si tratta di doglianza manifestamente infondata in quanto non si confronta con
la consolidata giurisprudenza secondo cui ai fini della configurabilità del delitto di
ricettazione, la mancata, o inverosimile giustificazione del possesso di una cosa
proveniente da delitto costituisce prova della conoscenza della sua illecita
provenienza (Cass. sez. 2, n. 41423 del 27/10/2010, Rv. 248718; nello stesso
senso Cass. sez. 2, n. 2804 del 05/07/1991, dep 1992, Rv. 189396);
Nel caso di specie, dal compendio motivazionale integrato delle due sentenze di
merito emerge che alla prova della disponibilità del telefono era stata ricavata
sia dall’inserimento della scheda del ricorrente nel telefono rubato, rilevabile
dall’analisi dei tabulati, sia dall’assenza di elementi giustificativi di tale
emergenza.
La motivazione offerta dalla Corte territoriale resiste pertanto alle censure
difensive, non presentando alcun vizio logico manifesto e decisivo, e risultando
coerente sia con le emergenze processuali, che con le indicazioni
ermeneutiche fornite dalla Corte di legittimità;
3.2. vizio di legge e di motivazione in ordine alla qualificazione giuridica: il fatto
contestato, tenuto conto delle emergenze processuali, avrebbe dovuto essere
inquadrato nella fattispecie prevista dall’art. 712 cod. pen. e non in quella
prevista dall’art. 648 cod. pen.
Si tratta di doglianza manifestamente infondata in quanto critica in modo
aspecifico il compendio motivazionale integrato emergente dalle due sentenze
conformi di merito senza indicare alcuna frattura logica manifesta e decisiva, né
tantomeno alcuna omissione valutativa favorevole alla invocata riqualificazione.
3.3. Alla dichiarata inammissibilità del ricorso consegue, per il disposto dell’art.
616 cod. proc. pen., la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese
processuali nonché di ciascuno al versamento, in favore della Cassa delle
ammende, di una somma che si determina equitativamente in C 2000,00.

P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata nei confronti di Cardillo Maria perché
il reato a lei ascritto è estinto per prescrizione. Dichiara inammissibile il ricorso
proposto da Ghazi Abderrahim e condanna tale ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di euro 2000 alla cassa delle
ammende
Così deciso in Roma, il giorno 31 agosto 2017
Sentenza a motivazione semplificata

Le sentenze più lunghe per comodità vengono divise in più pagine