Interesse Del Minore – Cassazione Penale 02/05/2017 N° 20801

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Cassazione penale

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Tipo: Cassazione penale

Sezione: Sezione VI

Data: 02/05/2017

Numero: 20801

Testo completo della Sentenza interesse del minore – Cassazione penale 02/05/2017 n° 20801:

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LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SESTA SEZIONE PENALE
ha pronunciato la seguente SENTENZA n° 20801 del 2 maggio 2017 sul ricorso proposto
da CM avverso la sentenza del 16 6 2016 della corte di Appello di Palermo
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal
consigliere Ersilia Calvanese; udite le Pubblico Ministero, in persona del Sostituto
Procuratore Generale Giovanni Di Leo, che ha concluso per l’inammissibilità del
ricorso; dito il difensore, aw. Stefano Antonio Scaduto, che ha concluso
insistendo per l’ accoglimento del ricorso.

RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
1. MC ricorre per l’annullamento della sentenza indicata in epigrafe, che
ha confermato la sua condanna per il reato di cui agli artt. 81 e 388, secondo
comma, cod. Pen., per aver eluso in più occasioni quanto stabilito, con il
provvedimento di omologazione della separazione, in merito al diritto di
visita dei due figli minori da parte del coniuge RM , non consentendo a
quest’ultimo di vedere i figli (reato commesso in Sciacca fino all’Il novembre 2009).
Nel ricorso si deducono i seguenti motivi, enunciati nei limiti di cui all’art. 173,
disp. att. cod. proc. pen.: violazione dell’art. 388, secondo comma, cod. pen., per
aver ritenuto efficace l’accordo dei coniugi omologato nel 2008, quando invece
concordemente questi ultimi avevano deciso con la scrittura privata del 19 giugno
2009 di privare ad esso efficacia (pertanto, relativamente ai giorni e agli orari di
visita previsti dall’accordo originario, non poteva configurarsi, almeno dal punto di
vista soggettivo, l’elusione delittuosa ad opera dell’imputata); vizio di motivazione,
perché la Corte di appello non avrebbe risposto alla censura in cui si lamentava il
ricorso da parte del primo giudiçe a valutazioni di tipo civilistico in ordine alla
validità dell’accordo modificative} vizio di motivazione in relazione al rapporto tra i
due accordi intervenuti fra i coniugi, quanto al diritto di visita dei figli minori
accordato al M e alle modalità di esercizio; vizio di motivazione in Ordine
all’attendibilità della persona offesa; vizio di motivazione sui riscontri degli episodi
denunciati.
2. Il ricorso è inammissibile.
I motivi sono infatti, Oltre che manifestamente infondati, anche diversi da
quelli consentiti, prospettando —a fronte dï un duplice conforme specifico
apprezzamento in fatto dei due Giudici del merito, sorretto da motivazione non
apparente ed immune dai vizi di manifesta illogicità e contraddittorietà che, soli,
rilevano ai sensi dell’art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen., quello del Giudice
d’appello in dimostrata rivalutazione autonoma del materiale probatorio •
deduzioni difensive che si risolvono nella mera sollecitazione ad una diversa
valutazione, del tutto preclusa in questa sede di legittimità.
In particolare, la Corte palermitana ha motivato le ragioni dell’infondatezza
delle censure difensive sui punti ora solo riproposti e le deduzioni del ricorso (con
riferimento diretto a parti di atti dell’istruttoria) si risolvono all’evidenza in
affermazi0ni di mero precluso merito.
Va al riguardo ribadito che, in sede di legittimità, non è censurabile una
sentenza per il suo silenzio su una specifica deduzione prospettata col gravame
quando la stessa è disattesa dalla motivazione della sentenza complessivamente
considerata. Pertanto, per la validità della decisione non è necessario che il giudice
di merito sviluppi nella motivazione la specifica ed esplicita confutazione della tesi
difensiva disattesa, essendo sufficiente per escludere la ricorrenza del vizio che la
sentenza evidenzi una ricostruzione dei fatti che conduca alla reiezione della
deduzione difensiva implicitamente e Senza lasciare spazio ad una valida
alternativa. Sicché, ove il provvedimento indichi con adeguatezza e logicità quali
circostanze ed emergenze processuali si sono rese determinanti per la formazione
del convincimento del giudice, sì da consentire l’individuazione dell’iter logicogiuridico seguito per addivenire alla statuizione adottata, non vi è luogo per la
prospettabilità del denunciato vizio di preterizione (tra tante, Sez. 2, n. 29434 del
19/05/2004, Candiano, Rv. 229220).
Deve anche ribadirsi che il vizio più volte evocato dalla ricorrente del
travisamento della prova sussiste solo quando vi sia una incontrovertibile antinomia
tra i risultati obiettivamente derivanti dalla prova assunta e le conseguenze che il
giudice di merito ne abbia tratto. Tale vizio è configurabile Soltanto quando
l’accertata distorsione disarticoli effettivamente l’intero ragionamento probatorio e,
alla stregua dei parametri di rilevanza e deciSività, renda illogica la motivazione per
la essenziale forza odato probatorio trascurato 0 travisato (tra tante, Sez. U, n.
41461 devi 9/07/2012, Bell’Arte). Pertanto, non rientrano nel suddetto vizi? nék/e
Fritiche al «Significato» opinabile di un dato probatorio né le censure riguardanti
elementi probatori privi della suddetta decisività.
2.1. Sul primo motivo è sufficiente richiamare la solidata giurisprudenza di
legittimità, puntualmente citata dalla Corte d/ appello, sulla possibilità dei coniugi di
modificare le disposizioni contenute nel decreto di omologazione della separazione
ovvero nell’ordinanza presidenziale ex art. 708 cod. proc. civ. (Sez. 2 civ., n. 298 del
12/01/2016, BV. 6384SZ)2La necessità dell’intervento del giudice sull’accordo
modificativo è posto in funzione di tutela dei diritti indisponibili del soggetto più
debole »e dei figli. E all’evidenza un accordo modificativo, come quello del caso in
esame, che non stabilisca le modalità di visita dei figli a favore del genitore non
affidatario può risultare per la sua assoluta genericità pregiudizievole per i
preminenti interessi del minore, alla cui tutela i suddetti provvedimenti devono
essere essenzialmente rivolti.
Quanto alla rilevanza dell’accordo modificativo sul dolo, la Corte di appello ha
ben evidenziato che era stata la stessa imputata a contestarne l’efficacia per le
suddette ragioni.
Né l’accordo modificativo può comunque aver influito nella individuazione
de11a condotta elusiva, posto che gli episodi oggetto di contestazione si riferivano
pur sempre a situazioni previste da entrambi gli accordi.
2.2. Il secondo, terzo e quarto motivo, ruotanti anch’essi sulla validità 0
efficacia dell’accordo modificativo, sono all’evidenza privi di fondamento, insistendo
su aspetti del tutto irrilevanti, per quanto si è detto poc’anzi, con argomenti tra
l’altro anche perplessi.
Il reato di cui all’art. 388, secondo comma, cod. pen. presuppone un
provvedimento del giudice civile concernente l’affidamento di minori, che va
individuato nei termini sopra indicati, con la precisazione che (‘elusione deve
sostanziarsi in qualunque comportamento che ne ponga nel nulla o aggiri le
finalità, il cui contenuto ed i relativi Obblighi devono essere valutati non in
termini letterali, ma alla luce dell’interesse del minore che vi è sotteso e che ne
costituisce la ragion d’essere (tra tante, Sez. 3, n. 24294 del 07/04/2010, D. S. B., RV.
247871).
2.3. Anche il quinto motivo, sulla credibilità ed attendibilità della persona
offesa, si rivela inammissibile nella misura in cui mira ad isolare «chirurgicamente»
dal ragionamento del Giudice dell’appello aspetti che non incidono sulla logicità e
completezza complessiva della risposta ai motivi di gravame.
E’ sufficiente osservare che il suddetto tema è stato ampiamente affrontato
dalla Corte di appello, analizzando tutte le obiezioni difensive, che la ricorrente
reitera in questa (dichiarazioni del M sulla efficacia dell’accordo le parti; deposizione
della teste, relazione dell’assistente sociale sulla frase pronunciata dalla figlia
minore della coppia; contenuto delle querele; rilievi sul contenuto della deposizione
del M ; episodio ottobre 2009; motivi di astio e rancore) e che risultano rigettate
con argomenti privi di illogicità o errori giuridici.
Né può aver rilievo in sé quanto accertato in un separato giudizio riguardante
la «piena attendibilità» dell’ M posto che in quella sede il Giudice si è limitato (come
si evince dallo stesso ricorso, pag. 21) a rilevare la mancanza di riscontri alle sue)
dichiarazioni e non certo a bollarne la inverosimiglianza o addirittura la falsità,•
2.4. Miglior sorte non ha l’ultimo motivo.
Va ribadito dichiarazioni della persona offesa, anche Se costituita parte civile,
possono da sole, senza la necessità di riscontri estrinseci, essere poste a
fondamento dell’affermazione di responsabilità penale dell’imputato, previa
verifica, corredata da idonea motivazione, della credibilità soggettiva del
dichiarante e dell’attendibilità intrinseca del suo racconto, Che peraltro deve, in tal
caso essere più penetrante e rigorosa rispetto a quella cui vengono sottoposte le
dichiarazioni di qualsiasi testimone (Sez. 5, n. 1666 del 08/07/2014, dep. 2015,
Pirajno, Rv. 261730). E’ stato altresì affermato che può essere opportuno in questi
casi corroborare il controllo detl’attendibilità del racconto con «altri elementi» (Sez.
U, n. 41461 del 19/07/2012, Bell’Arte, Rv. 253214), che tuttavia non devono avere il
carattere richiesto dall’art. 192, comma 3, cod. proc. pen.
Pertanto, è irrilevante stabilire, come pretende la ricorrente, se la teste P abbia
riscontrato isingoli episodi indicati nelle querele del M , essendo sufficiente,
come la sentenza impugnata rileva, che la teste abbia riferito che «quasi tutti
i giorni» la persona offesa si era lamentato con lei che non riusciva a vedere i figli e
che gli stessi bambini le avevano esternato la mancanza del papà ed il desiderio di
dormire a casa con lui (circostanza quest’ultima ribadita anche nella relazione
dell’assistente sociale) e che, alle contestazioni dalla stessa fatte, quest’ultima non
abbia negato gli episodi, ma soltanto frapposto «impegni improvvisi».
Quanto alla natura arbitraria degli impegni opposti dalla ricorrente, va rilevato
che correttamente la Corte di appello ha richiamato il consolidato orientamento di
legittimità, secondo cui il motivo plausibile e giustificato che può costituire valida
causa di esclusione della colpevolezza per il reato di mancata esecuzione di un
provvedimento del giudice civile concernente l’affidamento di un figlio minore, è
solo quello che, pur senza configurare l’esimente dello Stato di necessità, deve
comunque essere stato determinato dalla volontà di esercitare il diritto-dovere di
tutela dell’interesse del minore, in situazioni transitorie e sopravvenute, non ancora
devolute al giudice per l’eventuale modifica del provvedimento di affidamento, ma
integranti i presupposti di fatto per ottenerla (Sez. 6, n. 7611 del 11/12/2014, dep.
19/02/2015, p. LlJRv. 262494).
E’ al riguardo sufficiente evidenziare che nell’appello l’imputata Si era limitata a
contestare soltanto la natura «ostile», della frase riferita dalla teste P , senza
tuttavia giustificare la natura degli impegni, nei termini sopra espressi.
3. Alla declaratoria di inammissibilità segue, a norma dell’art. 616 cod. proc.
pen., la condanna della ricorrente al pagamento delle spese del procedimento ed al
pagamento a favore della cassa delle ammende della somma a titolo di sanzione
pecuniaria; nche, ragione delle questioni dedotte, si stima equo quantificare nella
misura di euro 1.500.

P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro 1.500 in favore della cassa delle ammende.
così deciso il 14/03/2017.
Il Consigliere estensore Il Presidente

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