Infortuni Sul Lavoro – Cassazione Penale 03/02/2016 N° 4513

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Cassazione penale

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Tipo: Cassazione Penale

Sezione: Sezione IV

Data: 03/02/2016

Numero: 4513

Testo completo della Sentenza Infortuni sul lavoro – Cassazione Penale 03/02/2016 n° 4513:

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SENTENZA sul ricorso 29840-7010 proposto da: ZENOBIO STEFANO C.F. ZNBSFN755061,120N, elettivamente domiciliato in ROMA, PIAllA MARCONI 15, presso lo studio dell’avvocato MASSIMO D’AMBROSIO, rappresentato e difeso dall’avvocato ENRICO D’ANTRASSI, giusta delega in atti; 2016 – ricorrente – 132 contro POSTE ITALIANE S.P.A. C.F. 97103880585, in persona • del Presidente del Consiglio di Amministrazione e legale rappresentate pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, V.LE MAZZINI 134, presso lo studio dell’avvocato LUIGI FIORILLO, che la d rappresenta e difende, giusta delega in atti; – controricorrente – avverso la sentenza n. 1914/2010 della CORTE D’APPELLO di ROMA, depositata il 20/04/2010 R.G.N. 5748/2007; udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 13/01/2016 dal Consigliere Dott. LUIGI CAVALLARO; udito l’Avvocato BONFRATE FRANCESCA per delega orale Avvocato FIORILLO LUIGI; udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. GIOVANNI GIACALONE che ha concluso per il rigetto del ricorso. FATTO Con sentenza depositata il 12.8.2010, la Corte d’appello di Roma, in riforma della statuizione di primo grado, rigettava la querela nullitatis proposta da Stefano Zenobio avverso il termine finale di durata apposto al contratto stipulato con la s.p.a. Poste Italiane per il periodo 13 luglio- 31 agosto 2001 ex art. 25 CCNL 11.1.2001, per esigenze tecniche, organizzative e produttive anche di carattere straordinario conseguenti ai processi di riorganizzazione aziendale e al conseguente riposizionamento delle risorse umane sul territorio, nonché per l’espletamento del servizio in concomitanza con le assenze del personale nel periodo giugno-settembre. Per la cassazione di questa pronuncia ricorre Stefano Zenobio con ricorso affidato a due motivi. Resiste la società con controricorso. DIRITTO Con il primo e secondo motivo, il ricorrente lamenta violazione dell’art. 25 CCNL 11.1.2001 in relazione all’art. 23, I. n. 56/1987, nonché omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia, per avere la Corte territoriale ritenuto la validità dell’apposizione del termine nonostante che la causale giustificativa fosse formulata in modo alternativo, avendo riguardo sia alle esigenze organizzative e produttive conseguenti ai processi di riorganizzazione aziendale e al connesso e consequenziale riposizionamento sul territorio delle risorse umane, sia all’esigenza di garantire l’espletamento del servizio in concomitanza con le assenze del personale nel periodo giugno-settembre. I motivi sono infondati, avendo questa Corte insegnato che l’indicazione di due o più ragioni legittimanti l’apposizione di un termine ad un unico contratto di lavoro non è in sé causa di illegittimità del termine per contraddittorietà o incertezza della causa giustificatrice dello stesso, restando tuttavia impregiudicata la valutazione di merito dell’effettività e coerenza delle ragioni indicate (Cass. n. 16396 del 2008). E poiché in ordine a quest’ultima (ravvisata nella Corte nel rilievo secondo cui le assenze dovute alle ferie del personale sono destinate intuitivamente ad accentuare l’esigenza temporanea di risorse nella fase di riposizionamento sul territorio di tutto il personale) nessuno specifico rilievo ha mosso il ricorrente, il ricorso va rigettato e il ricorrente, 3 k/ soccombente, va condannato alla rifusione delle spese del presente giudizio di legittimità, liquidate come da dispositivo. La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente alla rifusione delle spese del giudizio di cessazione, che si liquidano in C 100,00 per esborsi ed C 3.000,00 per compensi, oltre spese generali in misura pari al 15% e accessori di legge. Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 13.1.2016.

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