Guida Senza Patente – Cassazione Penale 30/05/2016 N° 22696

Guida senza patente – Cassazione penale 30/05/2016 n° 22696 leggi la sentenza gratuitamente su leggesemplice.com

Cassazione penale

Consulta tutte le sentenze della cassazione penale

Le sentenze più lunghe per comodità vengono divise in più pagine

Tipo: Cassazione penale

Sezione: Sezione IV

Data: 30/05/2016

Numero: 22696

Testo completo della Sentenza Guida senza patente – Cassazione penale 30/05/2016 n° 22696:

Le sentenze più lunghe per comodità vengono divise in più pagine 

SENTENZA

sul ricorso proposto da:

T.I., n. IL (OMISSIS);

avverso la sentenza n. 291/2014 TRIBUNALE di PERUGIA, del 6 marzo 2015;

visti gli atti, la sentenza e il ricorso;

udita in PUBBLICA UDIENZA del 9 febbraio 2016 la relazione fatta dal Consigliere Dott. DOVERE SALVATORE;

Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. BALDI Fulvio, che ha concluso per annullamento senza rinvio.

Svolgimento del processo

1. Con la sentenza indicata in epigrafe, T.I. è stato giudicato colpevole del reato di guida senza patente, per non averla mai conseguita (fatto commesso il (OMISSIS)), e condannato alla ammenda nella misura ritenuta equa.

Il T., infatti, era stato fermato dai Carabinieri di Perugia il (OMISSIS) mentre si trovava alla guida di un motoveicolo Tmax targato (OMISSIS); veniva accertato che egli non aveva mai conseguito la patente di guida.

Avverso tale decisione ha proposto ricorso per cassazione con atto sottoscritto dal difensore avv. Franco Libori, censurando tanto il punto della correttezza della qualificazione del reato, in relazione alla intervenute modifiche normative, che quello relativo al trattamento sanzionatorio.

Motivi della decisione

2. La sentenza impugnata deve essere annullata perchè il fatto per cui si procede non è previsto dalla legge come reato.

2.1. Deve osservarsi che la contravvenzione di cui al D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, art. 116, comma 13, è stata trasformata in illecito amministrativo dal D.Lgs. 15 gennaio 2016, n. 8, art. 1, comma 1, in vigore dal 6 febbraio 2016. La sentenza impugnata va, pertanto, annullata senza rinvio, in relazione alla contravvenzione anzidetta, perchè il fatto non è più previsto dalla legge come reato, secondo la previsione dell’art. 2 c.p., comma 2. Tanto assorbe, con ogni evidenza, sia il tema della mancata correzione del riferimento normativo contenuto nell’originaria imputazione (ovvero l’art. 116, comma 13, invece che l’art. 116 C.d.S., comma 15, come da modifiche introdotte dal D.Lgs. n. 59 del 2011) che quello del trattamento sanzionatorio.

2.2. D.Lgs. cit., art. 8 ha introdotto una deroga al principio di irretroattività di cui alla L. 24 novembre 1981, n. 689, art. 1; ha previsto cioè che le disposizioni che hanno sostituito sanzioni penali con sanzioni amministrative si applichino anche alle violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in vigore del D.Lgs. purchè, a tale data, il procedimento penale non sia stato definito con sentenza o decreto penale irrevocabili. La norma si è resa necessaria per rendere non operante la regola posta dalla L. n. 689 del 1981, art. 1 della non applicabilità delle disposizioni che prevedono sanzioni amministrative alle violazioni commesse anteriormente alla loro entrata in vigore.

In ragione di siffatta previsione derogatoria, anche nel caso di violazioni commesse in tempo anteriore all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 8 del 2016 si impone, ai sensi dell’art. 9, la trasmissione della presente sentenza al Prefetto di Perugia, autorità amministrativa competente a sanzionare l’illecito amministrativo, per il corso del relativo procedimento.

P.Q.M.

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perchè il fatto non è più previsto dalla legge come reato e dispone trasmettersi la presente sentenza alla competente autorità amministrativa.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 9 febbraio 2016.

Depositato in Cancelleria il 30 maggio 2016.

Le sentenze più lunghe per comodità vengono divise in più pagine