Giudizio Di Legittimità – Cassazione Penale 05/06/2017 N° 27752

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Cassazione penale

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Tipo: Cassazione penale

Sezione: Sezione I

Data: 05/06/2017

Numero: 27752

Testo completo della Sentenza Giudizio di legittimità – Cassazione penale 05/06/2017 n° 27752:

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Penale Sent. Sez. 4 Num. 27552 Anno 2017
Presidente: CIAMPI FRANCESCO MARIA
Relatore: DOVERE SALVATORE
Data Udienza: 14/02/2017

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
DELLA LIBERA GIACOMO N. IL 11/11/1939
avverso la sentenza n. 624/2014 GIP TRIBUNALE di TREVISO, del
29/10/2015
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. SALVATORE DOVERE

RITENUTO IN FATTO
1. Della Libera Giacomo ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza con la
quale il GIP presso il Tribunale di Treviso gli ha applicato ai sensi dell’art. 444 cod. proc. pen.
la pena concordata per il reato di cui all’articolo 186, co. 7 Cod. str.
Con un primo motivo lamenta l’omessa motivazione in relazione al diniego della
sospensione condizionale della pena.
Con un secondo motivo deduce analogo vizio in relazione alla durata della disposta
sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida.

CONSIDERATO IN DIRITTO
2. Il ricorso è parzialmente fondato.
2.1. L’art. 444, co. 3 cod. proc. pen. prevede che la parte che fa richiesta di
patteggiannento possa subordinarne l’efficacia alla concessione della sospensione condizionale
della pena. In questo caso il giudice, se ritiene che la sospensione condizionale non può essere
concessa, rigetta la richiesta. La giurisprudenza di legittimità è ferma nel precisare che il
giudice, ove la richiesta concordata di applicazione della pena sia subordinata alla concessione
della sospensione condizionale, è tenuto a pronunziarsi sulla concedibilità o meno del beneficio,
ratificando in caso positivo l’accordo delle parti, oppure rigettando “in toto” la richiesta di
patteggiamento (ex multis, Sez. 5, n. 13103 del 03/12/2015 – dep. 31/03/2016, Buonocore,
Rv. 267555).
Risulta dagli atti che il Della Libera aveva esplicitamente subordinato la propria richiesta di
applicazione di pena concordata alla concessione della sospensione condizionale della pena,
dapprima in sede di richiesta condivisa dal P.M. con la prestazione del consenso reso il
29.10.2014, quindi in sede di udienza camerale celebrata il 21.5.2015. Ciò nonostante, il
giudice ha sì accolto la richiesta principale, ma non ha disposto per la sospensione della
sanzione inflitta.
La sentenza impugnata deve quindi essere annullata senza rinvio. A tal riguardo occorrono
ulteriori due puntualizzazioni.
Secondo quanto emerge già dal tenore della decisione impugnata con la prima richiesta le
parti avevano richiesto la sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria e quindi la
rateizzazione dell’intera pena pecuniaria; all’udienza camerale la richiesta era stata rinnovata,
senza farsi riferimento alla sostituzione della pena detentiva e alla rateizzazione della pena
pecuniaria.
Tanto impone di considerare l’insegnamento di questa Corte secondo il quale ove in sede
di appello venga avanzata richiesta di rateizzazione di una pena pecuniaria, anche se irrogata
in sostituzione di quella detentiva, si determina l’implicita rinuncia, per fatto concludente, della
sospensione condizionale della pena concessa in primo grado, che deve conseguentemente
essere revocata (da ultimo, Sez. 3, n. 41525 del 09/04/2015, dep. 16/10/2015, Cellana, Rv.
264948). Tale principio, tuttavia, non può essere pedissequamente applicato al caso in esame,
nel quale l’accordo da ultimo sottoposto al giudice non conteneva due richieste
sostanzialmente contraddittorie tra loro, poiché la richiesta di rateizzazione era stata
estromessa dal patto.
Il secondo rilievo che merita esplicazione attiene ai contenuti della decisione del giudice di
legittimità in casi come quello che qui occupa.
E’ stato sostenuto che qualora nel dispositivo della sentenza di patteggiamento il giudice
abbia omesso di concedere il beneficio della sospensione condizionale, cui era subordinata
l’efficacia dell’accordo, la Corte di cassazione può ovviare a tale omissione disponendo, ai sensi
dell’art. 620, lett. I), cod. proc. pen., direttamente l’integrazione sul punto della sentenza
impugnata. Ciò trova ragione nella possibilità di ritenere che nella fattispecie all’esame non
sussiste una contraddittorietà della decisione né un’incertezza sulla volontà chiaramente
espressa dal giudicante con l’accoglimento della richiesta (Sez. 6, n. 6418 del 20/01/2016 –
dep. 17/02/2016, Romanazzi, Rv. 265845). Nel caso che occupa non può aversi adeguata
certezza in tal senso, posto che il giudice ha pretermesso qualsiasi considerazione della
richiesta di sospensione condizionale della pena e degli elementi che valgono a formulare il
giudizio prognostico. Sicchè, da un canto non si può affermare con certezza quale sia stata la
volontà del giudice al riguardo; dall’altro non può operarsi un giudizio di merito che
risulterebbe indebito.
2.2. Il ricorso è all’inverso infondato quanto al secondo motivo. Questa Corte ha già avuto
modo di affermare che qualora il giudice applichi con la sentenza di patteggiannento la
sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, non deve fornire
una motivazione sul punto allorché la misura si attesti non oltre la media edittale e non
constino specifici di meritevolezza in favore dell’imputato (Sez. 4, n. 21574 del 29/01/2014 –
dep. 27/05/2014, Armanetti ed altro, Rv. 259211). Nel caso in esame non risulta coerente con
il testo del provvedimento impugnato il rilievo del ricorrente di una motivazione del tutto
assente, poiché il giudice, esplicitando il giudizio di ritenuta equità della durata di un anno della
sospensione della patente di guida, ha dato corpo alla motivazione; motivazione che risulta
adeguata, in considerazione del fatto che tale durata si attesta su misura inferiore – anche se
prossima – al medio edittale.
3. In conclusione, la sentenza impugnata deve essere annullata senza rinvio limitatamente
alla statuizione concernente la sospensione condizionale della pena, con trasmissione degli atti
al Tribunale di Treviso per l’ulteriore corso. Il ricorso va rigettato nel resto.

P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla questione concernente la
sospensione condizionale della pena e dispone trasmettersi gli atti al Tribunale di Treviso per
Ibiteriore corso. Rigetta nel resto.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 14.2.2017

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