Fallimento – Cassazione Penale 01/08/2017 N° 38391

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Cassazione penale

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Tipo: Cassazione penale

Sezione: Sezione V

Data: 01/08/2017

Numero: 38391

Testo completo della Sentenza Fallimento – Cassazione penale 01/08/2017 n° 38391:

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Penale Sent. Sez. 5 Num. 38391 Anno 2017
Presidente: VESSICHELLI MARIA
Relatore: PISTORELLI LUCA
Data Udienza: 12/05/2017

SENTENZA
sul ricorso proposto dal difensore di:
Pavone Ernesto Damiano, nato a Matera, il 27/9/1956;
avverso la sentenza del 16/4/2015 della Corte d’appello di Potenza;
visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere Dott. Luca Pistorelli;
udito il Pubblico Ministero in persona del Sostituto Procuratore generale Dott. Pasquale
Fimiani, che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso;
udito per l’imputato l’avv. Luciano Marchianò, che ha concluso chiedendo
l’accoglimento del ricorso.

RITENUTO IN FATTO

1. Con la sentenza impugnata la Corte d’appello di Potenza ha confermato la condanna,
pronunziata a seguito di giudizio abbreviato, di Pavone Ernesto Damiano per i reati di
bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale commessi nella sua qualità di
amministratore e liquidatore della Cogetrans Logistic s.r.I., fallita nel corso del 2010.
2. Avverso la sentenza ricorre l’imputato a mezzo del proprio difensore articolando
quattro motivi. Con i primi due deduce errata applicazione della legge penale e vizi
della motivazione in merito all’imputazione di bancarotta documentale, lamentando
l’insussistenza del reato per difetto sia dell’elemento materiale che di quello psicologico,
non avendo la società operato nel corso del 2010 esercizio cui si riferisce la contabilità
oggetto di contestazione, nonché il travisamento delle dichiarazioni del curatore e
l’omessa considerazione della nota della GdF da cui risulterebbe che tutta la
documentazione contabile della fallita venne rinvenuta nel corso di una verifica fiscale.
Con il terzo motivo il ricorrente deduce errata applicazione della legge penale in merito
all’imputazione di bancarotta patrimoniale rilevando come la somma incassata a
pagamento del credito della fallita e di cui si assume la distrazione venne invece
versato sul conto della società e comunque utilizzata per formare la provvista
necessaria alla costituzione della cauzione imposta per l’ammissione al concordato,
dovendosi quindi ritenere che, anche qualora volesse rimproverarsi l’illegittima
escussione del credito da parte dell’imputato, ricorra comunque l’ipotesi di bancarotta
riparata. Con il quarto motivo, infine, il ricorrente deduce vizi della motivazione in
merito alla denegata concessione del beneficio della non menzione.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso è fondato.
2. Nell’esame delle doglianze proposte dal ricorrente è opportuno prendere le mosse da
quelle proposte con il terzo motivo in relazione al reato di bancarotta fraudolenta
patrimoniale. La condanna per tale reato è stata confermata dalla Corte territoriale
sulla base di due distinte rationes dedicendi, che si rivelano entrambe errate.
2.1 Sotto un primo profilo i giudici del merito hanno negato la sussistenza prova
dell’impiego della somma incassata a seguito della riscossione del credito nei confronti
della Newco per costituire la provvista necessaria al versamento della cauzione imposta
per l’ammissione della procedura di concordato richiesta dalla Cogetrans. Conclusione
che non tiene conto della documentazione prodotta dalla difesa nel corso del processo
(e ritualmente allegata al ricorso), dalla quale risulta non solo che tale somma venne
realmente versata il 9 aprile 2010 sul conto intestato alla fallita e successivamente
utilizzata per l’emissione di un assegno circolare vincolato al deposito della cauzione,
ma altresì che pochi giorni dopo la società versò effettivamente quest’ultima utilizzando
anche provvista di diversa provenienza, come attestato dalla cancelleria del Tribunale
di Matera. E’ dunque evidente e comunque logico ritenere che, come eccepito dalla
difesa, la suddetta somma sia stata utilizzata per la finalità dichiarata, rimanendo in tal
senso smentita l’affermazione di segno contrario fatta in sentenza.
2.2 Sotto altro profilo la Corte territoriale ha sostenuto che in ogni caso – anche cioè
volendo accedere alla tesi difensiva – l’operazione avrebbe natura distrattiva, attesa
l’arbitrarietà della riscossione del credito avvenuta successivamente alla nomina del
commissario giudiziale e per soddisfare un’esigenza – il versamento della cauzione –
estranea al soddisfacimento degli interessi dei creditori sociali. Affermazione questa
destituita di fondamento, posto che il reato contestato è integrato dal distacco di beni
dal patrimonio della società per finalità estranee a quelle proprie della medesima,
ipotesi che certamente non ricorre nella fattispecie in esame, posto che il deposito della
cauzione era adempimento imposto dalla legge fallimentare e la scelta della procedura
concordataria facoltà dalla stessa attribuita alla Cogetrans, la quale, nei limiti delle
proprie disponibilità, ha dunque legittimamente utilizzato risorse proprie per costituire
la provvista necessaria ad assolvere al suddetto adempimento, stante che alcuna
disposizione le impediva di agire in tal senso. Ed in proposito va ricordato, infatti, che
l’ammissione al concordato preventivo non comporta lo spossessamento dei beni del
debitore, che, ai sensi dell’art. 167 legge fall., conserva l’amministrazione degli stessi e
l’esercizio dell’impresa, seppure sotto la vigilanza del commissario giudiziale.
Conseguentemente nemmeno può ritenersi arbitrario l’incasso del credito verso Newco.
2.3 In definitiva è evidente che il reato contestato non sussiste, difettando sia la tipicità
della condotta, che, a maggior ragione, la volontà dell’imputato di distrarre la somma
incassata. Ne consegue che, limitatamente al reato di bancarotta patrimoniale, la
sentenza impugnata deve essere annullata senza rinvio perché il fatto non sussiste.
3. Fondate sono altresì alcune delle censure svolte con riferimento alla conferma della
condanna per la bancarotta documentale.
3.1 In realtà sono infondate le obiezioni ad oggetto la regolare tenuta e conservazione
delle scritture relative agli esercizi precedenti al 2010, giacchè la contestazione
riguarda proprio quest’ultimo periodo. Nè diversa valutazione va riservata a quelle
fondate sul rilievo per cui nel corso di tale esercizio la società non avrebbe operato,
giacchè l’obbligo di tenuta della contabilità non viene meno per tale ragione (Sez. 5, n.
20911 del 19 aprile 2011, Gaiero, Rv. 250407; Sez. 5, n. 15516 del 11 febbraio 2011,
Di Mambro, Rv. 250086). Peraltro, come ricordato, nel periodo indicato la società
quantomeno ha incassato il credito vantato nei confronti di Newco di cui si è detto e
non è dunque nemmeno corretto affermare che non abbia operato.
3.2 Colgono invece nel segno le doglianze relative alla sussistenza dell’elemento
soggettivo del reato. Infatti la Corte territoriale ha ritenuto integrata l’ipotesi di omessa
tenuta o di sottrazione delle scritture contabili relative all’esercizio menzionato,
fattispecie che deve essere sostenuta, sul versante soggettivo, dalla finalità di recare
pregiudizio ai creditori, finalità non solo non dimostrata, ma sulla quale la sentenza ha
sostanzialmente omesso di motivare. Peraltro la rilevata insussistenza della distrazione
originariamente contestata costituisce elemento che a maggior ragione impone una
penetrante giustificazione della ritenuta configurabilità del peculiare dolo che
caratterizza il reato ed altresì delle ragioni per cui non possa ritenersi eventualmente
realizzata la meno grave fattispecie di omessa tenuta di cui all’art. 217 comma 2 legge
fa Il.
3.3 Alla luce delle evidenziate lacune della motivazione, con riguardo all’imputazione di
bancarotta documentale, la sentenza deve dunque essere annullata con rinvio alla
Corte d’Appello di Salerno per nuovo esame.

P.Q.M.
Annulla la sentenza impugnata senza rinvio limitatamente alla bancarotta fraudolenta
patrimoniale perché il fatto non sussiste; annulla la stessa sentenza con rinvio alla
Corte d’appello di Salerno per nuovo esame relativamente alla residua fattispecie di
bancaotta fraudolenta documentale.
Così deciso il 12/5/2016

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