Edilizia – Cassazione Penale 11/02/2016 N° 5731

Edilizia – Cassazione Penale 11/02/2016 n° 5731 leggi la sentenza gratuitamente su leggesemplice.com

Cassazione penale

Consulta tutte le sentenze della cassazione penale

Le sentenze più lunghe per comodità vengono divise in più pagine

Tipo: Cassazione Penale

Sezione: Sezione III

Data: 11/02/2016

Numero: 5731

Testo completo della Sentenza Edilizia – Cassazione Penale 11/02/2016 n° 5731:

Le sentenze più lunghe per comodità vengono divise in più pagine 

SENTENZA Sul ricorso proposto da : Carandente Castrese, n. a Marano di Napoli il 10/08/1953; avverso la ordinanza del Tribunale di Napoli, sez. dist. di Marano, in data 03/02/2015; udita la relazione svolta dal consigliere Gastone Andreazza; lette le conclusioni del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale G. Mazzotta, che ha concluso per l’annullamento con rinvio; RITENUTO IN FATTO 1. Carandente Castrese ha proposto ricorso nei confronti dell’ordinanza del 08/01/2015 con cui il Tribunale di Napoli, quale giudice dell’esecuzione, ha rigettato la richiesta di annullamento e/o sospensione dell’ordine di demolizione delle opere abusive contenuto nella sentenza di condanna dello stesso Tribunale in data 10/04/2007. 2. Lamenta, con un unico motivo, la violazione dell’art. 665 c.p.p.. In particolare evidenzia che, a fronte di richiesta che deduceva la pendenza di domanda di sanatoria in ragione della realizzazione dell’opera prima del 2003 a supporto della domanda di annullamento o sospensione dell’ordine di demolizione, il giudice dell’esecuzione ha rigettato la stessa sostenendo che la revoca dell’ingiunzione di demolizione sarebbe consentita al giudice dell’esecuzione unicamente in presenza di titolo abilitativo concesso dalla pubblica amministrazione; ma tale assunto si pone in netto contrasto con la giurisprudenza di legittimità secondo cui il giudice è tenuto ad esaminare i possibili esiti del procedimento amministrativo e in particolare il prevedibile risultato dell’istanza di condono e la durata necessaria per la definizione della procedura; nella specie, invece, il giudice non ha operato alcun controllo circa la pendenza della domanda di sanatoria e sulle eventuali determinazioni successive della pubblica amministrazione. CONSIDERATO IN DIRITTO 3. Il ricorso è fondato. Il Tribunale di Napoli, investito della richiesta, oltre che di revoca dell’ordine di demolizione delle opere abusive, anche di sospensione dello stesso, ha affermato il principio secondo cui solo la presenza di atti amministrativi intervenuti successivamente e non compatibili con tale ordine, o perché conferenti all’immobile una diversa destinazione o perché di “sanatoria” delle irregolarità poste in essere, avrebbe potuto integrare il presupposto di accoglimento della domanda. Sennonché tale assunto, se rilevante quanto alla revoca dell’ordine, appare in particolare non conferente quanto alla diversa questione della sospensione dello stesso : se è ben vero infatti che non è sufficiente a neutralizzare l’ordine di demolizione la possibilità che in tempi lontani e non prevedibili possano essere adottati atti favorevoli al condannato (in tal senso, Sez.3, n. 38997 del 26/09/2007, Di Somma, Rv.237815), è parimenti vero come anche la semplice pendenza di una procedura finalizzata all’emissione di provvedimenti amministrativi di tal fatta, ove accompagnata da elementi plausibilmente indicativi di un esito favorevole della stessa, possa comportare la legittima stasi della procedura di demolizione. Questa Corte ha infatti in più occasioni affermato che il giudice dell’esecuzione investito della richiesta di revoca o di sospensione sospensione dell’ordine di demolizione delle opere abusive di cui all’art. 31 d.P.R. d.P.R. n. 380 del 2001 in conseguenza della presentazione di una istanza dì 2 condono o sanatoria successiva al passaggio in giudicato della sentenza di condanna, è tenuto a esaminare i possibili esiti ed i tempi di conclusione del procedimento amministrativo e, in particolare: a) il prevedibile risultato dell’istanza e la sussistenza di eventuali cause ostative al suo accoglimento; b) la durata necessaria per la definizione della procedura, che può appunto determinare la sospensione dell’esecuzione nel caso di un suo rapido esaurimento (da ultimo, tra le numerose altre, Sez. 3, n. 47263 del 25/09/2014, Russo, Rv. 261212). Non può, anzi, sfuggire come sempre questa Corte abbia anche precisato, così distinguendo tra revoca da un lato e sospensione dall’altro, che mentre la prima è condizionata all’intervento di atti amministrativi incompatibili con la esecuzione della demolizione , la seconda discende dal fatto che sia ragionevolmente prospettabile che, nell’arco di breve tempo, questi stessi provvedimenti incompatibili vengano adottati (Sez. 3, n. 24273 del 24/03/2010, P.G. in proc. Petrone, Rv. 247791; Sez. 3, n. 38997 del 26/09/2007, cit.). Nella specie, invece, l’ordinanza impugnata, pur a fronte di prospettazione che evidenziava la pendenza di domanda di sanatoria, non ha proceduto alle valutazioni richieste nei termini appena ricordati, limitando, come detto in principio, la propria analisi alla mancata adozione degli atti amministrativi ricordati. Il provvedimento gravato va dunque annullato con rinvio al Tribunale di Napoli per nuovo esame da condurre alla stregua dei criteri qui ribaditi. Annulla l’ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Napoli. Così deciso in Roma il 20 gennaio 2016 Il Consil2lliere stensore

Le sentenze più lunghe per comodità vengono divise in più pagine