Difensore Nel Processo Penale – Cassazione Penale 10/04/2017 N° 17930

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Cassazione penale

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Tipo: Cassazione Penale

Sezione: Sezione VI

Data: 10/04/2017

Numero: 17930

Testo completo della Sentenza Difensore nel processo penale – Cassazione Penale 10/04/2017 n° 17930:

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Penale Sent. Sez. 6 Num. 17930 Anno 2017
Presidente: ROTUNDO VINCENZO
Relatore: RICCIARELLI MASSIMO
Data Udienza: 22/03/2017

SENTENZA
sul ricorso proposto da
Alt Omar Adil, nato il 02/07/1985 in Marocco
avverso la sentenza del 24/04/2015 della Corte di appello di Salerno
visti gli atti, la sentenza impugnata e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Massimo Ricciarelli;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale
Giovanni Di Leo, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

RITENUTO IN FATTO
1. Con sentenza del 24/4/2015 la Corte di appello di Salerno ha dichiarato
inammissibili gli appelli presentati nell’interesse di Alt Omar Adil in data
12/2/2014 dal difensore di ufficio Avv. Califano e in data 21/3/2014 dal difensore
di fiducia Avv. Cembalo avverso la sentenza del 10/1/2014 del Tribunale di
Nocera Inferiore.
2. Ha presentato ricorso il nuovo difensore dell’imputato.
Deduce violazione di legge ai sensi dell’art. 606, comma 1, lett. c), cod.
proc. pen. in relazione agli artt. 96, comma 2 e 97, comma 2, cod. proc. pen.
La nomina dell’Avv. Cembalo recava la data dell’8/2/2014 e tuttavia non
risultava che fosse stata depositata, come invece necessario.
In tale ottica si sarebbe dovuto ritenere che la nomina non si fosse
perfezionata e che dunque l’appello dell’Avv. Califano non fosse inammissibile
per carenza di legittimazione, fermo restando che l’avviso dell’udienza avrebbe
dovuto essere dato allo stesso Avv. Califano.
In ogni caso la nomina si sarebbe potuta ritenere perfezionata solo in data
21/3/2014, con la conseguenza che l’Avv. Califano in data 12/2/2014 non aveva
perduto la legittimazione e il relativo atto di appello non avrebbe potuto
dichiararsi inammissibile.

CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Il ricorso è fondato.
2. Ed invero l’appello a firma del difensore di ufficio Avv. Anna Califano
risulta essere stato presentato il 12/2/2014.
Il successivo appello a firma del difensore di fiducia Avv. Gerardo Cembalo è
stato presentato il 21/3/2014.
A tale appello era allegato un atto di nomina, recante la data dell’8/2/2014.
Peraltro non consta e non è stato dedotto che tale nomina fosse stata
depositata prima e separatamente dall’atto di appello, risultando invece
dall’esame del fascicolo, consentito dalla natura processuale della questione, che
anche sull’atto di nomina allegato ad un esemplare dell’appello è impresso il
timbro relativo al deposito avvenuto il 21/3/2014.
3. Poiché la nomina di un difensore non coinvolge esclusivamente il rapporto
tra l’imputato e il professionista, ma anche quello tra costoro e l’A.G.
procedente, in funzione dell’osservanza di tutti gli adempimenti correlati alla
nomina e del concreto esercizio del ius postulandi, l’art. 96 cod. proc. pen.
stabilisce coerentemente che la nomina è fatta «con dichiarazione resa
all’autorità giudiziaria procedente ovvero consegnata alla stessa dal difensore o
trasmessa con raccomandata».
Pienamente corrispondenti sono le norme in materia di accettazione,
rinuncia e revoca, dettate dall’art. 107 cod. proc. pen., incentrate primariamente
sulla comunicazione all’autorità giudiziaria.
Da ciò discende dunque che la nomina del difensore di fiducia, dalla quale
discende la cessazione del difensore di ufficio dalle sue funzioni, secondo il
disposto dell’art. 97, comma 6, cod. proc. pen., può dirsi validamente effettuata
solo al momento della sua comunicazione all’autorità giudiziaria, a prescindere
dalla diversa data contenuta nell’atto di nomina.
4. Sulla base di quanto rilevato è agevole trarre le conclusioni.
L’Avv. Califano, difensore di ufficio dell’imputato, avrebbe potuto dirsi
cessato dalle funzioni solo a partire dal 21/3/2014, quando era stata depositata
la nomina del difensore di fiducia.
Ne discende che il predetto difensore era ancora legittimato a presentare
appello e che l’atto depositato il 12/2/2014 non avrebbe potuto considerarsi
inammissibile.
5. La sentenza impugnata, che ha invece dichiarato l’inammissibilità
dell’appello, deve essere dunque annullata senza rinvio, non potendosi
ulteriormente dedurre sul tema che ne ha formato oggetto, con conseguente
trasmissione degli atti alla Corte di appello di Napoli, perché proceda al giudizio.

P. Q. M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata e dispone trasmettersi gli atti
alla Corte di appello di Napoli per il giudizio.
Così deciso il 22/3/2017

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