Decreto Di Archiviazione – Cassazione Penale 26/10/2016 N° 45000

Decreto di archiviazione – Cassazione penale 26/10/2016 n° 45000 leggi la sentenza gratuitamente su leggesemplice.com

Cassazione penale

Consulta tutte le sentenze della cassazione penale

Le sentenze più lunghe per comodità vengono divise in più pagine

Tipo: Cassazione penale

Sezione: Sezione V

Data: 26/10/2016

Numero: 45000

Testo completo della Sentenza Decreto di archiviazione – Cassazione penale 26/10/2016 n° 45000:

Le sentenze più lunghe per comodità vengono divise in più pagine 

SENTENZA

sul ricorso proposto da:

S.I., nato il (OMISSIS) parte offesa;

P.A., nato il (OMISSIS) parte offesa;

nel procedimento contro:

SA.GI.;

PE.VI., nato il (OMISSIS);

avverso il decreto del 09/11/2015 del GIP TRIBUNALE di SIRACUSA;

sentita la relazione svolta dal Consigliere Dr. ENRICO VITTORIO

STANISLAO SCARLINI;

lette/sentite le conclusioni del PG.

RITENUTO IN FATTO

1 – Con decreto del 9 novembre 2015 il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Siracusa disponeva l’archiviazione del procedimento contro Sa.Gi. e Pe.Vi. per il delitto di lesioni cagionate a S.I. e P.A. e l’inammissibilità dell’opposizione da questi ultimi proposta, considerando che i testi di cui si era chiesta l’escussione non avevano confermato la ricostruzione dei fatti operata dagli opponenti stessi.

2 – Avverso tale decreto propongono ricorso le persone offese S. e P..

2 – 1 – Con il primo motivo deducono la violazione di legge, ed in particolare degli artt. 125 e 410 c.p.p., ed il difetto di motivazione, posto che, nel decreto, non vi era motivazione alcuna in ordine alla eccepita mancata notifica a mezzo pec della richiesta del pubblico ministero.

2 – 2 – Con il secondo motivo deducono violazione di legge, ed in particolare degli artt. 148, 149, 150 e 151 c.p.p. e L. n. 179 del 2012, art. 16, comma 9, lett. c) bis e della circolare del Ministro della Giustizia del 1 dicembre 2014.

La notifica a mezzo pec del provvedimento impugnato è nulla.

La L. n. 24 del 2010 rinnovata dalla L. n. 221 del 2012 ha previsto che le notifiche avvenissero a mezzo posta elettronica certificata ma non risultava adottato il decreto che attestasse la funzionalità del servizio telematico degli uffici giudiziari di Siracusa.

Tale mezzo di notifica è poi previsto solo per quei casi in cui urgenza ed opportunità lo suggeriscano o lo impongano e, così, deve essere disposto dalla autorità giudiziaria, nel rispetto del dettato degli artt. 148, 149 c.p.p. e segg..

2 – 3 – Con il terzo motivo deducono la violazione di legge, ed in particolare degli artt. 125 e 410 c.p.p., e difetto di motivazione posto che il giudice aveva dichiarato l’inammissibilità dell’opposizione al di fuori delle ipotesi tassative previste dalla legge.

Le integrazioni istruttorie richieste erano certamente rilevanti visto che si era sollecitata l’escussione di U.M., teste oculare dei fatti, mentre il giudice si era spinto a valutare la valenza probatoria dell’integrazione prospettata.

3 – Il Procuratore generale di questa Corte chiedeva venga dichiarata l’inammissibilità del ricorso.

Il primo ed il secondo motivo sono inammissibili perchè con il ricorso in cassazione possono essere dedotti solo i vizi di nullità previsti dall’art. 127 c.p.p., comma 5 e quindi i vizi relativi alla corretta instaurazione del procedimento camerale finalizzato al vaglio dell’opposizione ed alla celebrazione della relativa udienza, insussistenti nel caso concreto visto che si era comunque instaurato il contraddittorio che aveva consentito alle persone offese di presentare l’atto di opposizione alla richiesta di archiviazione.

La motivazione del decreto era poi sufficiente posto che la dedotta incompatibilità delle dichiarazioni del teste con la ricostruzione offerta dagli opponenti rendeva tale mezzo di prova integrativa del tutto irrilevante.

4 – Con successiva memoria il difensore dei ricorrenti ribadiva l’insufficiente motivazione del decreto di archiviazione che non aveva tenuto conto alcuno delle osservazioni mosse alla richiesta del pubblico ministero con l’atto di opposizione.

CONSIDERATO IN DIRITTO

Il ricorso è inammissibile.

1 – Il primo ed il secondo motivo vanno trattati congiuntamente, riguardando entrambi la disciplina della notifica degli atti con la posta elettronica certificata.

Questa Corte ha già avuto modo di osservare che in tema di notifiche ai difensori, l’art. 148 c.p.p., comma 2 bis, consente la notifica “con mezzi tecnici idonei”, tra cui va ricompresa la trasmissione telematica se certificabile, e ciò a prescindere dall’emanazione da parte del Ministero della giustizia dei decreti attuativi, destinati a regolamentare l’utilizzo della P.E.C., secondo quanto previsto dalla L. 18 ottobre 2012, n. 179, art. 16 (Sez. 2, n. 50316 del 16/09/2015, Gullotta, Rv. 265394).

In ogni caso, ai sensi dell’art. 184 c.p.p., la pretesa nullità degli avvisi è sanata avendo gli stessi raggiunto i corretti destinatari, tanto che, ad esito della comunicazione della richiesta di archiviazione, si era redatto e presentato regolare atto di opposizione e, a seguito dell’avviso del deposito del decreto di archiviazione, si era proposto ricorso a questa Corte. E nè l’opposizione, nè il ricorso si erano limitati a censurare il difetto del contraddittorio.

2 – Il terzo motivo è infondato posto che l’integrazione probatoria richiesta non avrebbe, quale che sarebbe stato il suo esito (e quindi con giudizio che ne tocca la rilevanza e non il possibile risultato), mutato la contraddittorietà del quadro probatorio, formato sulle deposizioni già assunte e sulle equivoche certificazioni mediche, che smentivano le asserzioni dei denuncianti.

Così da non potersi affermare che sia mancato il contraddittorio sulle ragioni esposte dai ricorrenti nell’atto di opposizione.

3 – All’inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, versando il medesimo in colpa, anche della somma indicata in dispositivo da versare alla Cassa delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna ciascun ricorrenti al pagamento delle spese del procedimento e della somma di Euro 2.000,00 a favore della Cassa delle ammende.

Così deciso in Roma, il 9 giugno 2016.

Depositato in Cancelleria il 26 ottobre 2016.

Le sentenze più lunghe per comodità vengono divise in più pagine