Danneggiamento – Cassazione Penale 16/05/2017 N° 24131

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Cassazione penale

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Tipo: Cassazione penale

Sezione: Sezione II

Data: 16/05/2017

Numero: 24131

Testo completo della Sentenza Danneggiamento – Cassazione penale 16/05/2017 n° 24131:

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Penale Sent. Sez. 2 Num. 24131 Anno 2017
Presidente: FIANDANESE FRANCO
Relatore: PAZZI ALBERTO
Data Udienza: 19/04/2017

SENTENZA
sul ricorso proposto da
Procuratore generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Perugia
nel procedimento nei confronti di
Posti Roberto, nato a Perugia il 16.3.1979,
avverso la sentenza n. 238/2016 del 20.7.2016 del Tribunale di Spoleto;
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
sentita la relazione svolta dal consigliere Alberto Pazzi;
lette le richieste del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore
generale Ciro Angelillis, che ha concluso chiedendo l’ accoglimento con rinvio
della sentenza impugnata.
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Il Tribunale di Spoleto, con sentenza pronunciata ai sensi dell’ art. 469
c.p.p. in data 20 luglio 2016, ha assolto Roberto Posti dal reato di cui all’ art.
635, comma 2, c.p. a lui ascritto perché il fatto non è previsto dalla legge come
reato.
2. Ha proposto ricorso per Cassazione avverso il predetto provvedimento
il Procuratore generale di Perugia deducendo con un unico motivo di ricorso, ai
sensi dell’ art. 606, comma 1, c.p.p., l’ inosservanza e l’ erronea applicazione
della legge penale in quanto il fatto in contestazione, correttamente qualificato
come fattispecie aggravata di danneggiamento al momento del rinvio a giudizio
poiché era stata colpita una vettura in sosta nel parcheggio di un esercizio
commerciale e dunque esposta alla pubblica fede, non era interessato dall’
abolitio criminis prevista dal d. Igs. 7/2016.
3. Il difensore di Roberto Posti ha depositato in data 11 aprile 2017 una
memoria con cui ha sollecitato la reiezione del ricorso, trattandosi di un reato
oramai abrogato e comunque non essendo stato accertato se nel caso di specie
esistesse un servizio di custodia o di videosorveglianza.
3. Roberto Posti è stato tratto a giudizio per rispondere del reato di cui all’
art. 635, comma 2, n. 3), c.p. nella formulazione all’ epoca vigente, per aver
violentemente colpito la vettura di Vanessa Valeriani mentre la stessa era in
sosta alli interno del parcheggio di un esercizio commerciale sulla superstrada
Flaminia in Spoleto.
Una simile condotta, per come risulta formalmente contestata, non è affatto
interessata dalle disposizioni in materia di abrogazione di reati previste dal d.
Igs. 7/2016, a seguito della cui introduzione continua a essere previsto come
reato, ai sensi dell’ art. 635, comma 2, n. 1, c.p. nella sua attuale formulazione,
il danneggiamento delle cose altrui indicate nel numero 7 dell’ art. 625 c.p..
Non vi dubbio poi sul fatto che un’ imputazione del tenore sopra indicato riguardi
il danneggiamento di una cosa esposta alla pubblica fede.
La giurisprudenza di questa corte ha infatti chiarito che la ratio dell’
aggravamento della pena previsto dall’ art. 625 n. 7, terza ipotesi, c.p., non è
correlata alla natura – pubblica o privata – del luogo ove si trova la cosa, ma alla
sua condizione di esposizione alla pubblica fede, che ricorre quando la cosa trovi
protezione solo grazie al senso di rispetto per l’ altrui bene da parte di ciascun
consociato; è perciò possibile ritenere che questa condizione possa sussistere
anche se la cosa si trovi in un luogo privato a cui, per mancanza di recinzioni o
sorveglianza, si possa liberamente accedere (si veda in questo senso Sez. 5, n.
9022 del 08/02/2006 – dep. 15/03/2006, Giuliano, Rv. 23397801).
A fronte della contestazione dell’ imputazione in parola il giudice dibattimentale
doveva perciò constatare come la condotta in contestazione continui a essere
prevista come reato dando corso al dibattimento.
Per le considerazioni appena esposte la sentenza impugnata deve essere
annullata con rinvio al Tribunale di Spoleto per la prosecuzione del giudizio, che
terrà conto dei principi sopra riportati.

P.Q.M.
Annulla la sentenza impugnata con rinvio al Tribunale di Spoleto per il
giudizio.
Sentenza a motivazione semplificata.
Così deciso in Roma in data 19 aprile 2017.

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