Custodia Cautelare – Cassazione Penale 25/01/2016 N° 3100

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Cassazione penale

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Tipo: Cassazione penale

Sezione: Sezione III

Data: 25/01/2016

Numero: 3100

Testo completo della Sentenza Custodia cautelare – Cassazione penale 25/01/2016 n° 3100:

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SENTENZA
sul ricorso proposto da
1. Bachir Lofti, alias Talbi Lofti, nato in Tunisia il 20/12/1981;
2. Bachir Abderrazak, nato in Tunisia il 20/01/1992
3. Talbi Nizar, nato in Tunisia il 10/10/1991
avverso l’ordinanza del 17/10/2014 del Tribunale del Riesame di Firenze
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Mauro Mocci;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Gabriele
Mazzotta, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

RITENUTO IN FATTO
1.Bachir Lofti, alias Talbi Lofti, Bachir Abderrazak e Talbi Nizar, imputati dei reati
di cui agli artt. 73 e 74 DPR n. 309/1990, impugnavano avanti il Tribunale di
Firenze, sezione del Riesame, l’ordinanza del 1 luglio 2014, con la quale la Corte
d’Appello di Firenze aveva sospeso i termini di custodia cautelare durante il
tempo di celebrazione del giudizio di secondo grado e di deliberazione della
sentenza.
Con ordinanza del 17 ottobre 2014, il Tribunale adito confermava il
provvedimento impugnato. Sosteneva all’uopo che, pur risultando che con altra
ordinanza lo stesso Tribunale aveva provveduto alla revoca di analogo
provvedimento nei confronti di un coimputato nello stesso procedimento,
dovesse negarsene l’effetto estensivo, vertendosi in ipotesi di procedimenti
cautelari distintamente sorti e trattati. E, nella specie, si sarebbe discusso di un
giudizio abbreviato particolarmente complesso per numero di imputati, capi
d’accusa, luoghi di commissione dei reati e materiale probatorio da valutare.
Inoltre, come riportato nel provvedimento della Corte territoriale, sarebbe stata
altresì rilevante l’impossibilità di prevedere un calendario ravvicinato di udienze
di trattazione, in caso di differimento, considerato il carico complessivo del ruolo
della Sezione.
Hanno proposto ricorso per cassazione gli imputati, affidandosi a due motivi,
deducendo erronea applicazione della legge penale, con riguardo al disposto di
cui all’art. 587 c.p.p., ed inosservanza ed erronea applicazione dell’art. 304
comma 2° c.p.p.

CONSIDERATO IN DIRITTO
1.Con la prima censura, gli imputati lamentano che il Tribunale abbia loro
negato l’estensione degli effetti favorevoli dell’ordinanza emessa dal medesimo
organo giurisdizionale il 12 settembre 2014 nell’ambito del procedimento
introdotto dal coimputato Talbi Faycel. Infatti, il concetto di unitarietà valorizzato
dal Tribunale – a proposito di procedimenti cautelari distintamente sorti e trattati
– sarebbe stato di attuazione pratica impossibile (visto che gli imputati, non
assistiti dal medesimo difensore e ristretti presso istituti penitenziari diversi, non
avrebbero potuto presentare un unico atto d’impugnazione) e non
corrisponderebbe allo spirito della legge. D’altronde, il fatto che i due distinti atti
d’appello (pur nell’ambito di un medesimo procedimento cautelare, con le stesse
imputazioni, con un titolo custodiale comune e con l’impugnazione della stessa
ordinanza, attraverso un’identica censura sulla violazione di una norma
processuale, l’art. 304 c.p.p.) non fossero stati riuniti sarebbe stato il frutto di
una scelta autonoma da parte del Tribunale.
1.1.Con la seconda doglianza, gli imputati dubitano della legittimità
dell’ordinanza di sospensione dei termini di custodia cautelare emessa in limine
litis e dunque in via aprioristica, in un contesto disancorato dalla realtà
ì processuale. Trattandosi infatti di un procedimento in deroga agli istituti di
ordine generale, la sospensione dei termini avrebbe dovuto essere sorretta da
adeguata e puntuale motivazione, mentre nella specie sarebbe mancata qualsiasi
valutazione degli specifici fattori di particolare complessità circa l’impossibilità di
concludere il giudizio nei termini di scadenza della durata della fase cautelare. In
particolare, il conforto di quanto raccolto dal verbale del 1 luglio 2014 avrebbe
smentito l’assunto che il processo presentasse una grande complessità, tanto più
che l’unico incombente rimasto sarebbe stato quello della lettura del dispositivo.
2. Il ricorso è fondato.
In tema di effetto estensivo dell’impugnazione, il presupposto dell’unicità
della sentenza di condanna non deve essere inteso in senso rigidamente formale,
con la conseguenza che l’estensione degli effetti della sentenza favorevole non
può essere esclusa in presenza delle altre condizioni di legge, in forza della mera
contingenza di un’occasionale separazione delle diverse posizioni, quando la
situazione processuale dell’imputato interessato a beneficiarne si sia sviluppata
in modo del tutto conforme a quella degli originari coimputati [Sez. 1, Sentenza
n.8861 11/02/2015 Cc. (dep. 27/02/2015) Rv. 262831].
In particolare, in tema di riesame, l’accoglimento dell’impugnazione
proposta da uno solo dei coimputati avverso una precedente provvedimento
emesso nell’ambito dello stesso procedimento e riguardante tutti gli imputati,
determina l’estensione degli effetti favorevoli della decisione ove questa non sia
fondata su motivi personali dell’impugnante ed il procedimento stesso sia sorto e
si sia svolto in modo unitario e cumulativo [Sez. 2, Sentenza n. 8056 del
05/02/2014 Cc. (dep. 20/02/2014) Rv. 258544].
Nella specie, anche a prescindere dalle invocate difficoltà impedienti legate
all’assistenza di diversi difensori ed alla detenzione in diversi istituti di pena,
appare rilevante osservare che sia agli odierni ricorrenti sia a Talbi Faycel sono
contestati gli stessi reati associativi nell’ambito del medesimo procedimento ed il
titolo di custodia cautelare è comune, come d’altronde l’ordinanza appellata è la
medesima. Pertanto la situazione processuale fra gli imputati potrebbe essere
identica e soltanto la differente data di deposito dei gravami – comunque
compresi in un lasso di tempo oggettivamente ridotto – ha determinato la
diversa sorte degli stessi
Insomma, una voltàràccertato che il ricorso del Talbi non era fondato su
motivi personali e che il procedimento presupposto – ossia quello pendente
avanti la Corte d’Appello di Firenze – era lo stesso, il Tribunale del Riesame
avrebbe dovuto accuratamente valutare la possibilità di estensione degli effetti
t-i. della sua precedente decisione del 12 settembre 2014 anche a Bachir
Lofti, alias Talbi Lofti, Bachir Abderrazak e Talbi Nizar, tenuto conto delle
doglianze da essi specificamente articolate.
Il secondo motivo resta assorbito.

P.Q.M.
Annulla l’ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Firenze.
La Corte dispone inoltre che copia del presente provvedimento sia trasmessa
al Direttore dell’Istituto Penitenziario competente, a norma dell’art. 94 comma 1°
ter Disp. Att. c.p.p.
Così deciso il 10/12/2015.

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