Commercio E Consumo – Cassazione Penale 03/07/2017 N° 31930

commercio e consumo – Cassazione penale 03/07/2017 n° 31930 leggi la sentenza gratuitamente su leggesemplice.com

Cassazione penale

Consulta tutte le sentenze della cassazione penale

Le sentenze più lunghe per comodità vengono divise in più pagine

Tipo: Cassazione penale

Sezione: Sezione III

Data: 03/07/2017

Numero: 31930

Testo completo della Sentenza commercio e consumo – Cassazione penale 03/07/2017 n° 31930:

Le sentenze più lunghe per comodità vengono divise in più pagine 

Penale Sent. Sez. 3 Num. 31930 Anno 2017
Presidente: CAVALLO ALDO
Relatore: GAI EMANUELA
Data Udienza: 30/01/2017

SENTENZA
sul ricorso proposto da
Procuratore della Repubblica del Tribunale di Ancona
nel procedimento penale nei confronti di
Mondelci Federico, nato a Ostra Vetere il 29/08/1958
avverso l’ordinanza pronunciata dal Tribunale del riesame di Ancona in data
14/06/2016;
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Emanuela Gai;
letta la requisitoria del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore
generale Massimo Galli, che ha concluso chiedendo l’annullamento senza rinvio;

RITENUTO IN FATTO
1. Con ordinanza del 14 giugno 2016, il Tribunale del riesame di Ancona
accoglieva l’istanza di riesame avanzata da Mondelci Federico e, per l’effetto,
annullava il decreto di convalida di sequestro probatorio del Pubblico Ministero
avente ad oggetto un pianoforte Steinway, con tastiera in avorio, in relazione al
reato di cui all’art. 4 della legge 150 del 1992, e ne disponeva l’immediata
restituzione all’avente diritto.
2. Propone ricorso per cassazione il Procuratore della Repubblica e chiede
l’annullamento dell’ordinanza. Deduce il ricorrente che il Tribunale avrebbe
erroneamente escluso la fattispecie di reato sull’erroneo rilievo che il pianoforte
in oggetto fosse un strumento/bene ad uso personale o domestico e quindi
esente dall’eventuale obbligo di denuncia di detenzione ex art. 5 comma 1 legge
150 del 1992 e ritenuto come legittimamente vendibile, purchè attuate le
formalità di cui agli art. 5 e 5 bis della medesima legge, e ciò in quanto il
pianoforte era stato più volte oggetto di compravendite avvenute
illegittimamente senza il certificato CITIES s cchè sarebbe sussistente il reato i
contestato.
3. Il Procuratore generale ha depositato requisitoria scritta con cui ha
chiesto l’annullamento senza rinvio dell’ordinanza.
In data 12 gennaio 2017, il difensore di Mondelci Federico ha depositato
memoria scritta, con allegati documenti, con cui ha chiesto il rigetto del ricorso.

CONSIDERATO IN DIRITTO
4. Il ricorso del Pubblico Ministero non è fondato.
Va premesso che il ricorso per cassazione avverso le ordinanze emesse in
sede di riesame contro i provvedimenti di sequestro preventivo è proponibile – ai
sensi dell’art. 325 c.p.p. – solo per violazione di legge, e che costituisce di
“violazione di legge”, legittimante il ricorso per cassazione a norma dell’art. 325,
comma primo, cod. proc. pen. sia l’omissione assoluta di motivazione sia la
motivazione meramente apparente (Sez. 3, n. 28241 del 18/02/2015, P.M. in
proc. Baronio e altro , Rv. 264011; Sez 1, n. 6821 del 31/01/2012 Chiesi, Rv.
252430; Sez. U, n. 5876 del 28/01/2004, P.C. Ferazzi in proc. Bevilacqua, Rv.
226710).
5. Ciò posto il Tribunale di Ancona ha correttamente escluso il fumus del
reato di cui all’art. 2 legge 150 del 1992 in relazione alla riesportazione del
pianoforte marca Steinway, con tastiera in avorio, in violazione delle disposizioni
del Regolamento CE 939/97 e successive modificazioni sul corretto rilievo che:
1) il sequestro era stato disposto dal Corpo Forestale dello Stato a seguito di
controlli effettuati in conseguenza della presentazione da parte di soggetto
straniero di domanda di certificazione CITIES per ottenere la riesportazione del
pianoforte oggetto di compravendita dal Mondelci,
2) che dalla documentazione allegata dal Mondelci era provata l’avvenuta
importazione del pianoforte in epoca antecedente all’entrata in vigore della legge
di ratifica della Convenzione di Washington del 1973, essendo stato fabbricato in
Germania negli anni 1949/1950 e importato nel 1950 a Torino, oltre alla
legittimità in capo al medesimo del suo possesso per effetto di successivi acquisti
documentati>
3) che la circostanza che il Mondelci aveva messo in vendita il pianoforte non
faceva venir meno la qualifica di bene ad uso domestico, atteso che il possesso
originario non era mai stato finalizzato alla commercializzazione, sicchè doveva
essere consentita la vendita, purchè attuate le formalità di cui agli artt. 5 e 5 bis
della legge n. 150 del 1992 la cui violazione integra una mera sanzione
amministrativa.
5. Al riguardo, deve rammentarsi, quanto al quadro normativo di
riferimento, che la legge n. 150 del 1992 ha dato attuazione alla Convenzione di
Washington del 3 marzo 1973, sul commercio internazionale della flora e della
fauna selvatica, loro prodotti e derivati.
La medesima legge ha previsto regimi differenziati nelle due seguenti
ipotesi: a) importazione, esportazione o riesportazione, vendita, trasporto, anche
per conto terzi, detenzione di esemplari protetti; b) importazione di oggetti di
uso personale o domestico relativi a specie protette senza la presentazione della
prevista documentazione CITIES emessa dallo Stato estero ove l’oggetto è stato
acquistato.
5.1. Come previsto dalla legge 150 del 1992, l’art. 2, comma 1, lett. a)
sanziona la condotta di “Chiunque, in violazione di quanto previsto dal D.M.
Commercio con l’estero del 31 dicembre 1983, pubblicato nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 64 del 5 marzo 1984, importa, esporta o
riesporta, sotto qualsiasi regime doganale, vende, espone per la vendita, detiene
per la vendita, offre in vendita, trasporta, anche per conto terzi, esemplari di
specie indicate nell’Allegato A, appendici 2^ e 3^ – escluse quelle inserite
nell’Allegato C, parti 1 – e nell’Allegato C, parte 2, del regolamento (CEE) n.
3626/82 del Consiglio del 3 dicembre 1982, e successive modificazioni” con la
pena dell’ammenda o dell’arresto. Il secondo comma, invece, sanziona in via
amministrativa l’importazione di oggetti ad uso personale o domestico relativi a
specie indicate nel comma 1, effettuata senza la presentazione della
documentazione CITES, ove prevista.
L’art. 7 della suddetta legge prevede espressamente che “Restano valide le
deroghe previste dalla citata convenzione di Washington del 3 marzo 1973, di cui
alla L. 19 dicembre 1975, n. 874, e dal citato regolamento (CEE) n. 3626/82, e
successive modificazioni”, cosi richiamando le disposizioni derogatorie per gli
oggetti personali o di uso domestico.
Sulla definizione del bene personale o ad uso domestico, è intervenuto il
Regolamento CEE del 1997 n. 338, emanato dal Consiglio CE in data 9 dicembre
1096 (che ha abrogato e sostituito il Regolamento n. 3626 del 1982), che all’art.
2 ha definito “gli oggetti personali o domestici” come quelli che appartengono ad
un privato e che facciano parte o siano destinati a far parte dei suoi beni ed
effetti personali. Così che la vendita del bene personale (come nel caso della
vendita del pianoforte posseduto dal Mondelci musicista) non fa perdere allo
stesso la qualità intrinseca di bene personale, ma lo assoggetta semplicemente
allo speciale regime differenziato.
5.2. Peraltro, poiché il bene contenente parti di specie protette era stato
acquistato in data anteriore all’entrata in vigore della citata Convenzione, gli artt.
5 e 5 bis cit. dispongono che, entro novanta giorni dalla entrata in vigore della
legge, deve essere fatta denuncia della detenzione degli esemplari/oggetti
derivati da esemplari o da parti di esso; che non devono fare denuncia coloro
che detengono gli esemplari/oggetto
derivati da esemplari o da parti di
esso ad uso personale o domestico; che questi beni ad uso personale e/o
domestico non possono essere commercializzati, offerti o esposti in venduta,
senza la previa denuncia con la modalità previste dall’art. 5 cit., e che la
violazione di tale disposizione integra un illecito amministrativo.
Pertanto, costituisce solo illecito amministrativo l’importazione di oggetti
ad uso personale domestico derivati da esemplari di specie protette, senza la
presentazione e della prescritta documentazione CITIES emessa dallo Stato
estero ove l’oggetto è stato acquistato, nonché la commercializzazione, l’offerta
o esposizioni in vendita degli oggetti medesimi non previamente denunciati ai fini
della verifica della regolarità dell’importazione a suo tempo avvenuta ex artt. 5 e
5 bis della legge 150 del 1992, non essendo pertinente il richiamo del P.M.
all’art. 8 sexies lett c) della legge 150 del 1992.
5.3. Ne consegue che, quanto al caso in esame, correttamente il
Tribunale ha escluso il fumus del reato in presenza di una vendita di un bene
personale o di uso domestico, importato in data anteriore all’entrata in vigore
della citata Convenzione, e per il quale non erano state osservate le prescrizioni
di cui agli artt. 5 e 5 bis della medesima legge.
6. Il ricorso del Pubblico Ministero è infondato e va, pertanto, respinto.

P.Q.M.
Rigetta il ricorso del Pubblico Ministero.
Così deciso il 30/01/2017

Le sentenze più lunghe per comodità vengono divise in più pagine