Circostanze Del Reato – Cassazione Penale 10/04/2017 N° 17973

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Cassazione penale

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Tipo: Cassazione Penale

Sezione: Sezione VI

Data: 10/04/2017

Numero: 17973

Testo completo della Sentenza Circostanze del reato – Cassazione Penale 10/04/2017 n° 17973:

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Sez. 7 Num. 17973 Anno 2017
Presidente: PICCIALLI PATRIZIA
Relatore: TANGA ANTONIO LEONARDO
Data Udienza: 08/03/2017

sul ricorso proposto da:
BEVILACQUA SANTE N. IL 02/05/1980
avverso la sentenza n. 1952/2012 CORTE APPELLO di L’AQUILA,
del 20/04/2015
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ANTONIO LEONARDO
TANGA;

MOTIVI DELLA DECISIONE
1. Il ricorso proposto dall’imputato in epigrafe avverso sentenza
recante l’affermazione di responsabilità in ordine al reato ascrittogli è
manifestamente infondato e quindi inammissibile perché contenente censure non
consentite nel giudizio di legittimità, in quanto concernenti la ricostruzione e la
valutazione del fatto nonché l’apprezzamento del materiale probatorio, profili del
giudizio rimessi alla esclusiva competenza del giudice di merito che ha fornito
una congrua e adeguata motivazione, immune da censure logiche perché basata
su corretti criteri di inferenza, espressi in un ragionamento fondato su
condivisibili massime di esperienza.
2. Come è noto, in vero, la giurisprudenza della Corte di Cassazione
ha ritenuto, pressoché costantemente, che “l’illogicità della motivazione,
censurabile a norma dell’art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p., è quella evidente,
cioè di spessore tale da risultare percepibile ictu oculi, in quanto l’indagine di
legittimità sul discorso giustificativo della decisione ha un orizzonte circoscritto,
dovendo il sindacato demandato alla Corte di Cassazione limitarsi, per espressa
volontà del legislatore, a riscontrare l’esistenza di un logico apparato
argomentativo, senza possibilità di verifica della rispondenza della motivazione
alle acquisizioni processuali” (Cass. 24.9.2003 n. 18; conformi, sempre a sezioni
unite Cass. n. 12/2000; n. 24/1999; n. 6402/1997).
3. Segue, a norma dell’art. 616 c.p.p., la condanna del ricorrente al
pagamento delle spese del procedimento ed al pagamento a favore della Cassa
delle ammende, non emergendo ragioni di esonero, della somma di C 2.000,00 a
titolo di sanzione pecuniaria.

P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento
delle spese del procedimento e al versamento della somma di duemila euro alla
Cassa delle ammende.
Così deciso il 08/03/2017

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