Circolazione Stradale – Cassazione Penale 17/02/2017 N° 7614

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Cassazione penale

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Tipo: Cassazione penale

Sezione: Sezione V

Data: 17/02/2017

Numero: 7614

Testo completo della Sentenza Circolazione stradale – Cassazione penale 17/02/2017 n° 7614:

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Penale Sent. Sez. 5 Num. 7614 Anno 2017
Presidente: SAVANI PIERO
Relatore: PEZZULLO ROSA
Data Udienza: 20/09/2016

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
RAZZA CARMELO nato il 23/06/1990 a GELA
avverso la sentenza del 17/03/2015 della CORTE APPELLO di CALTANISSETTA
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita in PUBBLICA UDIENZA del 20/09/2016, la relazione svolta dal Consigliere
ROSA PEZZULLO
Udito il Procuratore Generale in persona del LUIGI ORSI
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore
Generale, dott. Luigi Orsi che ha concluso per il rigetto del ricorso;

RITENUTO IN FATTO
1. Con sentenza del 17.3.2015 la Corte d’appello di Caltanissetta
confermava la sentenza del Tribunale di Gela dell’1.3.2013, con la quale
Razza Carmelo era stato condannato alla pena di mesi cinque di reclusione
per il reato di cui all’art. 89
9 c.p., per avere fatto uso di una falsa targa
automobilistica tg CP077VL, senza essere concorso nella falsità, applicandola
all’autovettura Smart a lui in uso.
2. Avverso tale sentenza ha proposto ricorso l’imputato a mezzo del suo
difensore di fiducia affidato a due motivi, con i quali lamenta:
-con il primo motivo, la ricorrenza del vizio di cui all’art. 606, primo
comma, lett. b) c.p.p., per l’erronea applicazione degli artt. 477, 482 e 489
c.p. e 100, commi 12 e 14, D. Igs 285/92, atteso che la Corte d’Appello di
Caltanissetta, confermando la sentenza del Tribunale di Gela, ha negato la
sussistenza di un rapporto di specialità tra la norma di cui all’art. 489 c.p. e
quella di cui all’art. 100, comma 12 del C.d.S., pur consistendo la condotta
contestata al ricorrente nell’uso – mediante circolazione – di una targa
automobilistica priva delle caratteristiche di rifrangenza, evincendosi in modo
assolutamente pacifico che lo stesso non abbia concorso alla contraffazione
della stessa; il comma 14 dell’art. 100 C.d.S. punisce, ai sensi del codice
penale, chiunque falsifica, manomette o altera targhe automobilistiche,
ovvero usa targhe manomesse, falsificate o alterate, intendendosi per “uso”
qualsiasi utilizzazione giuridicamente rilevante che consista nell’adoperare una
targa falsa come se fosse vera; accanto a quella generale, il legislatore ha
previsto una norma speciale, il comma 12 del medesimo articolo, che
contempla, infatti, una specifica condotta – l’uso mediante circolazione – che,
però, è punita con la sola sanzione amministrativa; pertanto, laddove l’uso
della targa non originale consiste nella messa in circolazione del veicolo si
applica la norma speciale, ossia il comma 12 dell’art. 100, ma la Corte
territoriale individua erroneamente il discrinnine tra il dictum del comma 12 e
quello del comma 14 nella gravità della condotta, considerando la circolazione
con veicolo munito di targa non propria o contraffatta condotta meno grave
rispetto all’uso di una targa falsa;
-con il secondo motivo, la ricorrenza del vizio di cui all’art. 606, primo
comma, lett. b) c.p.p., atteso che la Corte territoriale erra nell’applicare il
comma 14 dell’art. 100 C.d.S. nella parte in cui si discosta grossolanamente
dal principio formulato dalla S.C. con la pronuncia n.9424/2012; l’imputato ha
messo in circolazione un’automobile con targa anteriore priva delle
caratteristiche di rifrangenza e tale situazione è sussumibile appunto
nell’alveo del comma 14 dell’art. 100 C.d.S.; inoltre, la targa in uso ricorrente
non era in grado di eludere eventuali accertamenti sulla regolarità
dell’autovettura, atteso che la serie alfanumerica riportata corrispondeva
perfettamente ai dati di immatricolazione di quel veicolo, sicchè la vicenda in
esame non presenta gli elementi costitutivi del reato contestato, quantomeno
nella misura in cui non lede il bene giuridico tutelato.

CONSIDERATO IN DIRITTO
Il ricorso non merita accoglimento.
1. Il fatto è stato ricostruito nelle sentenze di merito nel senso che in
data 15.10.2010 agenti della polizia Stradale di Gela, durante un posto di
controllo, fermavano l’autovettura Smart tg. CP077VI condotta da Razza
Carmelo di proprietà di Razza Angelo (come da copia della carta di
circolazione acquisita agli atti) e durante la fase del controllo, riscontravano
che la targa anteriore del suddetto veicolo presentava delle anomalie ed in
particolare, tale targa non aveva le caratteristiche di rifrangenza proprie delle
targhe originali; il teste escusso evidenziava che la contraffazione della targa
poteva trarre in inganno chiunque e veniva accertata solo mediante un
esame ravvicinato della stessa.
2. La contestazione mossa all’imputato è quella di aver fatto uso della
targa falsa indicata in imputazione senza essere concorso nella falsità,
condotta questa che, contrariamente a quanto rilevato dal Razza è stata
ritenuta correttamente integrante il reato di cui all’art. 489 c.p.. Invero il
ricorrente contesta tale inquadramento giuridico ritenendo che nella
fattispecie in esame andava riconosciuto il rapporto di specialità sussistente
tra la norma di cui all’art. 489 c.p. e quella di cui all’art. 100, comma 12 del
C.d.S., in virtù dell’elemento della circolazione invocando all’uopo la
pronuncia di questa Corte n. 9424 del 2012.
2.1. Tale richiamo non appare calzante nella fattispecie in esame.
2.1.1. Più vol-te questa Corte ha evidenziato che le ipotesi previste
dall’art. 100 del Codice della strada ai commi 12 e 14 si distinguono in
quanto, la prima disposizione sanziona in via amministrativa (Sez. V, n. 9424
del 3/2/2012, Saponetto) l’atto di circolazione con veicolo munito di targa non
propria o contraffatta, laddove non sia contestata all’agente la contraffazione,
mentre la seconda, con il riferimento alle disposizioni del codice penale,
sanziona la contraffazione della targa quale certificazione amministrativa dei
dati di immatricolazione del veicolo ( Sez. 5, n. 25766 del 07/04/ 2015),
ovvero l’uso di targhe manomesse falsificate o alterate, potendo anzi le due
condotte concorrere (Sez. 5, n. 46326 del 06/11/2007).
2.1.2. Nella pronuncia invocata dal ricorrente la differenza tra le ipotesi
previste dai commi 12 e 14 (che rimanda al codice penale), quanto all’utilizzo
di targhe false, è stata ravvisata esclusivamente nell’elemento della
circolazione, che renderebbe speciale la disposizione di cui al comma 12 (Sez.
5, n. 9424 del 2012).
2.1.3. Tale valutazione, tuttavia, merita qualche precisazione.
Invero, la circolazione costituisce elemento caratterizzante e specializzante la
fattispecie “amministrativa” di cui al comma 12 dell’art. 100 del C.d.S.,
sempre che l’automobilista non abbia alcuna volontarietà nella circolazione del
veicolo proprio con la targa contraffatta, volontarietà ricavabile appunto
dall’uso della targa manomessa, falsificata o alterata. A tale conclusione deve
giungersi anche in considerazione della formulazione dei commi 12 e 14,
atteso che, ove la mera circolazione, senza concorrere nella contraffazione,
debba essere ritenuta, in linea generale, elemento differenziatore e
specializzante, dovrebbe concludersi nel senso che l’ipotesi di uso di una targa
manomessa, falsificata o alterata non sarebbe pressochè mai perseguibile
penalmente- a dispetto della sua previsione- posto che normalmente l’uso
della targa falsa implica la circolazione dell’auto. Va ribadito in questa sede,
invece, che le due ipotesi, quella di cui all’art. 12 e e di cui all’art. 14 dell’art.
100 concorrono nel senso che ove emerga la volontarietà dell’utilizzo della
targa contraffatta, quantunque il veicolo sia in circolazione, è integrata la
fattispecie dell’uso della targa, penalmente rilevante ex art. 489 c.p.p. in virtù
del richiamo del comma 14 alle fattispecie del codice penale.
2.1.4. Peraltro, in tema di reati contro la fede pubblica, la nozione di uso
di atto falso comprende qualsiasi modo di avvalersi del falso documento per
uno scopo conforme alla natura dell’atto, con la conseguenza che ad integrare
il reato è sufficiente la semplice esibizione del documento falso, quale che sia
il significato che il soggetto intenda attribuire all’atto in esso contenuto ( Sez.
5, n. 4647 del 19/11/2013).
2.2. Nel contesto descritto non appare illogica la valutazione della Corte
territoriale -non espressamente contestata dal ricorrente- che in sostanza ha
ricavato la volontarietà dell’uso della targa contraffatta dal fatto che
l’imputato è il fratello dell’intestatario dell’auto con la targa falsa a lui in uso
e dalle caratteristiche della falsa targa.
2.3. Il ricorso va, dunque, respinto e l’imputato va condannato al
pagamento delle spese processuali.

p.q.m.
rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali.
Così deciso il 20.9.2016

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