Circolazione Stradale – Cassazione Penale 11/07/2017 N° 33769

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Cassazione penale

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Tipo: Cassazione penale

Sezione: Sezione IV

Data: 11/07/2017

Numero: 33769

Testo completo della Sentenza Circolazione stradale – Cassazione penale 11/07/2017 n° 33769:

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Penale Sent. Sez. 4 Num. 33769 Anno 2017
Presidente: BLAIOTTA ROCCO MARCO
Relatore: PAVICH GIUSEPPE
Data Udienza: 06/06/2017

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
PAGLIARINO GIAMPAOLO nato il 11/08/1966 a ALESSANDRIA
avverso la sentenza del 12/07/2016 della CORTE APPELLO di TORINO
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere GIUSEPPE PAVICH
Udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore
che ha concluso per
Il Proc. Gen. Romano Giulio conclude per l’inammissibilita’.

RITENUTO IN FATTO
1. Con sentenza resa il 12 luglio 2016, la Corte d’appello di Torino ha
riformato unicamente in punto di pena (dichiarando prevalenti rispetto alla
contestata aggravante le circostanze attenuanti generiche, già concesse in
equivalenza, e confermando nel resto) la sentenza con la quale Giampaolo
Pagliarino era stato condannato alla pena di giustizia, all’esito di giudizio
abbreviato, dal Tribunale di Alessandria, in data 27 gennaio 2015, in relazione al
reato p. e p. dall’art. 186, commi 2 lettera C e 2-bis cod. strada, contestato
come commesso il 13 gennaio 2013 in Quargnento.
2. Avverso la prefata sentenza d’appello ricorre il Pagliarino, per il tramite
del suo difensore di fiducia, deducendo con unico motivo vizio di motivazione
della sentenza impugnata.
Deduce l’esponente che lo stato d’ebbrezza é stato ravvisato in quanto il
Pagliarino, che in realtà é astemio, aveva assunto prima di mettersi alla guida un
farmaco (il Sandimmun Neoral) contenente etanolo, a lui prescritto fin dal 2010
per curare una patologia al bulbo oculare. Lamenta il ricorrente che la Corte di
merito non gli abbia creduto e che non ha fornito adeguata motivazione neppure
a fronte di quanto evidenziato dal consulente di parte; non si é poi tenuto conto
che lei istruzioni contenute nella confezione del farmaco, pur indicando la
presenza di metanolo, nulla dicono in ordine a cautele da adottare nel porsi alla
guida. Ancora, l’esponente rileva la contraddittorietà della concessione delle
attenuanti generiche prevalenti a fronte della negligenza e imprudenza ascritte al
prevenuto; ed infine lamenta che non sia stata considerata dalla Corte
territoriale la sussistenza della scrinninante dello stato di necessità.
CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Il ricorso é inammissibile, in quanto manifestamente infondato.
Nella motivazione della sentenza impugnata si sottolinea che, da un lato, la
prescrizione di un farmaco risalente a tre anni prima della violazione non
costituisce prova dell’assunzione del farmaco stesso; e che dall’altro lo stesso
consulente della difesa ha riconosciuto che 160 mg. di etanolo iniettati
direttamente in vena causerebbero un’alcolemia pari a 0,032 g/I, di gran lunga
inferiore rispetto a quella rilevata nel caso di specie (1,77 g/I in occasione della
prima rilevazione, 2,00 in occasione della seconda). Ne deriva che non può dirsi
assolto l’onus probandi richiesto nella specie all’imputato, il quale deduca che il
tasso alcolemico oggetto di rilevazione nei suoi confronti derivava dall’assunzione
di farmaci: al riguardo, la giurisprudenza di legittimità ha chiarito che la prova
liberatoria non può consistere nella mera allegazione di certificazione medica
attestante l’assunzione di farmaci idonei ad influenzare l’esito del test, quando
tale certificazione sia sfornita di riscontri probatori in ordine sia all’effettiva
assunzione del farmaco sia alla concreta riconducibilità del rilevato tasso
alcolemico a detta assunzione (cfr. Sez. 4, n. 15187 del 08/04/2015, Bregoli, Rv.
263154)
1.1. Correttamente, poi, la Corte di merito ha osservato che la condotta del
Pagliarino sarebbe stata comunque caratterizzata da imprudenza, atteso che le
istruzioni allegate al farmaco, pur in mancanza di evidenze circa
controindicazioni dell’assunzione del farmaco per chi si ponga alla guida di
autoveicoli, riportano chiaramente la presenza di etanolo nel Sandimmun,
precisando che esso “può essere dannoso per gli alcolisti”. E’ noto al riguardo
che l’elemento psicologico del reato de quo non é escluso dall’assunzione di
farmaci ad elevata componente alcolica, essendo onere del conducente accertare
la compatibilità dell’assunzione con la circolazione stradale (Sez. 4, n. 19386 del
05/04/2013, De Filippo, Rv. 255835).
1.2. Priva di pregio é, infine, l’evocazione della causa di giustificazione dello
stato di necessità, sia in quanto essa si pone in diretta correlazione con quanto
già osservato in ordine alla prova dell’assunzione del farmaco da parte del
Pagliarino prima di mettersi alla guida e della dipendenza da tale assunzione del
tasso alcolemico rilevato sullo stesso (prova che, come detto, non é stata
fornita); sia in quanto nulla risulta argomentato dal deducente in ordine alla sua
effettiva e inevitabile necessità di porsi alla guida in occasione dell’accertato
illecito.
2. Alla declaratoria d’inammissibilità consegue la condanna del ricorrente al
pagamento delle spese processuali; ed inoltre, alla luce della sentenza 13 giugno
2000, n. 186, della Corte costituzionale e rilevato che, nella fattispecie, non
sussistono elementi per ritenere che «la parte abbia proposto il ricorso senza
versare in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità», il ricorrente
va condannato al pagamento di una somma che si stima equo determinare in C
2.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

P.Q.M.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di Euro 2.000,00 in favore della cassa delle
ammende.
Così deciso in Roma, il 6 giugno 2017.

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