Cause Di Non Punibilità – Cassazione Penale 07/09/2017 N° 40827

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Cassazione penale

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Tipo: Cassazione penale

Sezione: Sezione V

Data: 07/09/2017

Numero: 40827

Testo completo della Sentenza Cause di non punibilità – Cassazione penale 07/09/2017 n° 40827:

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CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE V PENALE
Sentenza 4 luglio – 7 settembre 2017, n. 40827
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE QUINTA PENALE
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. FUMO Maurizio – Presidente –
Dott. LAPALORCIA Grazia – Consigliere –
Dott. MAZZITELLI Caterina – rel. Consigliere –
Dott. MORELLI Francesca – Consigliere –
Dott. PISTORELLI Luca – Consigliere –
ha pronunciato la seguente:

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
T.I., nato il (OMISSIS);
avverso la sentenza del 17/06/2015 della CORTE APPELLO di BRESCIA;
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere Dott. CATERINA MAZZITELLI;
Udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Dott. FIMIANI Pasquale;
Il Proc. Gen. conclude per l’inammissibilità.
Il Procuratore Generale, nella persona del Sost. Proc. Gen. Dott. FIMIANI Pasquale, ha concluso chiedendo dichiararsi l’inammissibilità del ricorso.
Svolgimento del processo
T.I. ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza, emessa in data 17 giugno 2015, con la quale, in parziale riforma della sentenza, emessa in data 15/12/2014 dal Tribunale di Brescia, previa riqualificazione del fatto originariamente ascritto, ex art. 624 bis c.p., nella fattispecie di cui all’art. 614 c.p. e disapplicata la recidiva contestata, era stata inflitta all’esponente la pena di mesi tre e giorni 10 di reclusione, per essersi introdotto nell’abitazione di G.L., in (OMISSIS) il (OMISSIS).
Parte ricorrente lamenta: 1) mancanza o illogicità di motivazione, ex art. 606 codice di rito, lett. e), posto che, in grado d’appello, era stata disapplicata la recidiva contestata al prevenuto, in considerazione delle particolari condizioni di emarginazione in cui era maturato il reato e dell’esigenza del medesimo, soggetto senza fissa dimora, di reperimento di un alloggio notturno. Tali circostanze avrebbero dovuto indurre l’organo giudicante a pronunciare sentenza, ex art. 129 codice di rito, per irrilevanza del fatto, ex art. 131 bis c.p., causa di non punibilità, rilevabile d’ufficio, in relazione alla quale il tribunale aveva totalmente omesso di motivare; 2) la sentenza impugnata era, altresì, carente di motivazione, sotto il profilo della mancata applicazione della causa di giustificazione, prevista dall’art. 54 c.p., riscontrabile per l’esigenza del prevenuto di ripararsi dai rigori dell’inverno.
Motivi della decisione
Il ricorso è fondato e merita accoglimento.
Secondo la giurisprudenza di legittimità, l’istituto della non punibilità per particolare tenuità del fatto, di cui all’art. 131-bis c.p., pur avendo natura sostanziale, è disciplinato in rito come causa di improcedibilità ed è applicabile nei procedimenti pendenti in sede di legittimità alla data di entrata in vigore del D.Lgs. 16 marzo 2015, n. 28, per i quali la Suprema Corte può rilevare d’ufficio la sussistenza delle condizioni di applicabilità del nuovo istituto e disporre, ai sensi dell’art. 620 c.p.p., lett. a), l’annullamento senza rinvio perchè l’azione penale non doveva essere iniziata o proseguita. (Sez. 5, n. 5800 del 02/07/2015 – dep. 11/02/2016, P.G. in proc. Markikou, Rv. 26798901).
Si deve, pertanto, ritenere possibile il rilievo ex officio dell’ipotesi, ex art. 131 bis c.p., anche nel presente giudizio di legittimità, come tale prescindente dalla formulazione delle conclusioni della difesa, nel corso del secondo grado di giudizio, e dalla deduzione di motivi d’appello sul punto specifico.
Ciò premesso, le particolari condizioni dell’imputato, descritte nella sentenza impugnata, quali particolari circostanze di miseria e di emarginazione…” e la “…considerazione dei motivi a delinquere strettamente attinenti al reperimento di un alloggio notturno..”, escludenti una spiccata capacità a delinquere ed una maggiore gravità soggettiva, giustificano ampiamente, ad avviso del collegio, la valutazione di particolare tenuità del fatto, oggetto di giudizio, e l’applicazione alla fattispecie dell’art. 131 bis c.p., con conseguente annullamento, senza rinvio, della sentenza impugnata.
L’esito della controversia esime dal valutare l’ulteriore motivo di ricorso, fondato sulla prospettazione di una causa di necessità, ex art. 54 c.p..

P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perchè il fatto non è punibile ai sensi di cui all’art. 131 bis c.p..
Motivazione semplificata.
Così deciso in Roma, il 4 luglio 2017.
Depositato in Cancelleria il 7 settembre 2017

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