Avviso Di Fissazione Dell’udienza – Cassazione Penale 25/01/2016 N° 3119

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Cassazione penale

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Tipo: Cassazione penale

Sezione: Sezione II

Data: 25/01/2016

Numero: 3119

Testo completo della Sentenza Avviso di fissazione dell’udienza – Cassazione penale 25/01/2016 n° 3119:

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SENTENZA
Sul ricorso proposto da
Amabili Teresa, nata il 06.09.1973
avverso l’ordinanza n.2012/2015 del Tribunale del riesame di Ascoli
Piceno, del 03.07.2015;
visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere M.B.Taddei;
udito il Pubblico Ministero in persona del Sostituto Procuratore generale,
Marilia Di Nardo , che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso
udito per la ricorrente , l’avv. Giovanni Bizzarri in sostituzione
dell’avvocato Daniela Brandimarte , che ha insistito per raccoglimento del
ricorso;

MOTIVI della DECISIONE
1.Con l’ordinanza indicata in epigrafe il Tribunale del riesame di Ascoli
Piceno revocava il sequestro conservativo che era stato disposto dal
giudice del dibattimento, con ordinanza del 15.05.2015 , su istanza della
parte civile Amabili Teresa e fino alla concorrenza di € 250.000,00.dei
beni del responsabile civile società Spiga srl.
1.1 Avverso tale provvedimento ricorre la Amabili lamentando la violazione
e falsa applicazione degli artt.127,324 e 178 lett.c cod.proc.pen. in
riferimento all’art.606 comma 1 lett.c) cod.proc.pen. per omessa notifica
alla parte civile dell’avviso di fissazione dell’udienza camerale per la
decisione sulla richiesta del riesame.
2.11 ricorso è fondato per le ragioni di seguito indicate.
2.1 Le Sezioni Unite di questa Corte, con la decisione n.47999 del 2014,
hanno affermato che “La parte civile non è legittimata a ricorrere per
cassazione contro il provvedimento che abbia annullato o revocato, in sede
di riesame, ai sensi dell’art. 318 cod. proc. pen., l’ordinanza di sequestro
conservativo disposto a favore della stessa parte civile’.
2.2 La decisione riguarda precipuamente le questioni di merito che sono
alla base del provvedimento di revoca ed è ispirata,dichiaratamente, al
favor separationis, non essendo precluso alla parte civile di agire in sede
propria per il conseguimento della sua pretesa.
2.3 Per quanto riguarda ,invece, le questioni ,puramente formali , attinenti
alla partecipazione della parte civile all’udienza di riesame , in quella
pronuncia si rileva che la giurisprudenza di legittimità , sin dagli anni
novanta, ha affermato la ricorribilità per cassazione dell’ordinanza di
revoca, con riguardo non al contenuto del provvedimento, ma alla
violazione del principio del contraddittorio.
2.4 Afferma a tal proposito la Corte che :”Si è così ritenuto, ma facendo
esclusivo riferimento a violazioni di carattere formale, che dal richiamo
dell’art. 324 all’art. 127 cod. proc. pen., si può inferire che al procedimento
di riesame hanno diritto a partecipare anche la parte civile e il suo difensore
e che il vulnus arrecato dall’omesso avviso può essere riparato proprio dallo
strumento ricavabile dal precetto da ultimo richiamato che è, appunto, il
ricorso per cassazione per violazione della legge processuale (Sez. 6, n.
2394 del 02/ 06/ 1995, Tirelli, Rv. 202021; Sez. 2, n. 512 del 31/ 01/ 1996,
Antonelli, Rv. 204763).
2.5 Alla base di tale principio vi è il rilievo che la parte civile che ha
ottenuto il sequestro conservativo è portatrice di un concreto interesse al
mantenimento della misura cautelare ed è pertanto, sulla base dei principi
desumibili dal combinato disposto degli artt. 318, 324 e 127 cod. proc.
pen., titolare del diritto di ottenere la notifica dell’avviso dell’udienza
camerale fissata per il riesame, nonché di partecipare all’udienza
medesima. L’effetto derivante da tale violazione di legge, più in particolare,
dell’art. 178, lettera c), cod. proc. pen. è, dunque il ricorso per cassazione
a norma dell’art. 127 dello stesso codice (Sez. 2, n. 11887 del 09/03/2006,
Mauri, Rv. 233812; Sez. 2, n. 40831 del 10/10/2007, Eboli, Rv. 237964;
Sez. 6, n. 25610 del 17/03/2008, Figini, Rv. 240366).
2.6 La Corte rileva anche che :” la non esaustività delle risposte fornite
dalla Corte di cassazione sul punto e la privazione di ogni diritto di difesa per
la parte civile potrebbe indurre a porre in discussione (nonostante quello che
può ormai definirsi “diritto vivente”) la legittimità dell’art. 324, comma 6,
nella parte in cui esclude la parte civile fra i soggetti destinatari degli avvisi
della data stabilita per il procedimento di riesame. Ma la questione sarebbe
del tutto irrilevante nel caso di specie, proprio in presenza dell’ora ricordato
“diritto vivente” che ormai, per la giuridica necessità che anche nel
procedimento incidentale sia pienamente osservato il principio del
contraddittorio, così da consentire pure alla parte civile il diritto di essere
avvisata del procedimento di riesame, seguendo il dictum – per la verità
alquanto approssimativo – risultante dalle decisioni di questa Corte più volte
rammentate, resta comunque l’espressione di un principio di diritto non più
discutibile. Un principio, quello adesso ricordato, da valere anche per il
giudizio di cassazione considerato, anche qui, il rito da osservare per i
ricorsi in materia di misure cautelari reali (cfr. Sez. U, 06/ 11/ 1992,
Lucchetta).
2.7 Alla luce delle considerazioni che precedono, che questo collegio
condivide e fa proprie, l’avviso di fissazione dell’udienza di discussione,
fissata a seguito della richiesta di riesame del sequestro conservativo,
deve essere notificato anche alla parte civile, al fine di assicurarne la
possibilità di intervento, incorrendo altrimenti nella nullità ex art. 178 lett.
c) cod. proc. pen. per violazione del principio del contraddittorio, in quanto
il contraddittorio deve estendersi a tutte le parti del processo interessate
alla misura in questione (Casa., sez. 4^, 21 giugno 1995, Tirelli ,Sez. 2^,
10 ottobre 2007, Eboli; Id., 9 marzo 2006, Mauri; Sez. 5^, 12 dicembre
2003, D’Angelo; Sez. 1^, 7 luglio 1997, Avaltroni; Sez. 2^, 31 gennaio
1996, Antonelli.
2.8 L’accertata lesione del contraddittorio, nel caso in esame attesa la
mancata notifica del predetto avviso alla parte civile, comporta
l’annullamento dell’ordinanza impugnata.
2.9 Gli atti vanno trasmessi al Tribunale del riesame di Ascoli Piceno che
dovrà provvedere alla fissazione dell’udienza camerale prevista
dall’art.324 cod.proc.pen. comma 6 , assicurando la partecipazione della
parte civile.
P.Q.M.
Annulla l’ordinanza impugnata e dispone la trasmissione degli atti al
Tribunale di Ascoli Piceno.
Così deciso in Roma ,camera di consiglio del 04 Novembre 2015

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