[Argomento] – Cassazione Penale 30/01/2017 N° 4234

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Cassazione penale

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Tipo: Cassazione penale

Sezione: Sezione IV

Data: 30/01/2017

Numero: 4234

Testo completo della Sentenza – Cassazione penale 30/01/2017 n° 4234:

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Penale Sent. Sez. 4 Num. 4234 Anno 2017
Presidente: PICCIALLI PATRIZIA
Relatore: PICCIALLI PATRIZIA
Data Udienza: 10/01/2017

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE
DI ASTI
nei confronti di:
FERCHICHI VERONICA AMIRA N. IL 08/02/1988
avverso la sentenza n. 1287/2014 TRIBUNALE di ASTI, del
30/03/2016
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 10/01/2017 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. PATRIZIA PICCIALLI
Udito il Procuratore Generale in persona del iDott.
che ha concluso per l’annullamento e rinvio delle sentenze impugnate

RITENUTO IN FATTO
Il Procuratore della Repubblica di Asti ricorre avverso la sentenza di cui in epigrafe con cui
FERCHICHI VERONICVA AMIRA è stata mandata assolta dal reato di cui all’articolo 186 del
codice della strada, assumendosi l’inutilizzabilità dell’esame ematico effettuato in ospedale non
per ragioni diagnostiche ma solo ai fini dell’accertamento del tasso alcolemico, su esplicita
richiesta degli operatori di polizia, siccome mancava il consenso informatico dell’interessata.
Il ricorrente, pur riconoscendo che l’esame era stato effettuato ad al fuori di specifiche
ragioni diagnostiche, rileva che in tale caso non è necessario il consenso dell’interessato,
rilevando esclusivamente il dissenso espresso dell’interessato, mentre va dato avviso
all’indagato della facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia, la cui mancanza configura
una nullità a regime intermedio, non più deducibile dopo la deliberazione della sentenza di
primo grado, ex art. 180 e 182 cod. proc. pen.

CONSIDERATO IN DIRITTO

Il ricorso è fondato.
In vero, in tema di accertamento ematico utilizzabile per la dimostrazione del reato di
guida sotto l’influenza dell’alcool, possono verificarsi due distinte situazioni a seconda che il
prelievo ematico venga eseguito nell’ambito di un protocollo medico di pronto soccorso, anche
ai fini della valutazione della necessità di adeguate cure farmacologiche, ovvero a mera
richiesta della polizia giudiziaria qualora i sanitari abbiano ritenuto invece di non sottoporre il
conducente a cure mediche ed a prelievo ematico. Nel primo caso, l’ acquisizione del risultato
dall’accertamento ematico è prevista espressamente dalla legge [cfr. articolo 186, comma 5,
del codice della strada] onde non è affatto necessario che l’interessato venga avvertito, a
tutela del diritto di difesa, della facoltà di nominarsi un difensore, mentre un suo eventuale
rifiuto al prelievo ematico, se informato previamente della finalità del prelievo medesimo,
potrebbe condurre alla configurazione del reato di rifiuto di cui al comma 7 del citato articolo
186. Diversamente, nella seconda ipotesi [se cioè i sanitari abbiano ritenuto di non sottoporre
il conducente a cure mediche ed a prelievo ematico: è l’ipotesi qui di interesse, per assunto
non contestato], la richiesta degli organi di polizia giudiziaria di effettuare l’analisi del tasso
alcolemico per via ematica, in presenza di un dissenso espresso dell’interessato, è illegittima
e, quindi, l’eventuale accertamento, comunque effettuato a mezzo del prelievo ematico da
parte dei sanitari, sarebbe inutilizzabile ai fini della responsabilità per una delle ipotesi di reato
previste dal comma 2 dell’articolo 186 del codice della strada (Sez.4, n.4475 del 01/12/2015,
dep. 2016,Bettiga).

Ebbene, in ossequio a tale principio, non è revocabile in dubbio l’inesattezza della
decisione impugnata che ha affermata l’inutilizzabilità dell’esame senza tener conto [non ve ne
è traccia, del resto, in parte motiva] che in atti non emergeva affatto il dissenso espresso del
conducente del veicolo.
Né, peraltro, in atti risulta che l’eventualmente prospettabile nullità conseguente al
mancato avviso all’indagato della facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia in occasione
dell’esame, sia stata ritualmente eccepita.
Varrebbe allora, comunque, il principio secondo cui, in tema di guida in stato di ebbrezza
alcolica, se i sanitari abbiano ritenuto di non sottoporre il conducente a cure mediche ed a
prelievo ematico, la richiesta degli organi di polizia giudiziaria di effettuare l’analisi del tasso
alcolernico per via ematica presuppone l’avviso all’indagato della facoltà di farsi assistere dal
difensore di fiducia, in mancanza del quale si configura una nullità a regime intermedio, non
più deducibile, secondo le regole generali, “dopo la deliberazione della sentenza di primo
grado”, alla stregua di quanto previsto dall’articolo 180 cod.proc.pen., richiamato dall’articolo
182, comma 2, secondo periodo, stesso codice (Sez.4, n. 46386 del 23/10/2015,Carminati).
Si impone l’annullamento con rinvio.

PQM

Annulla la sentenza impugnata con rinvio alla Corte di Appello di Torino per nuovo esame.

Così deciso il 10/01/2017

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