[Argomento] – Cassazione Penale 24/01/2017 N° 3594

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Cassazione penale

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Tipo: Cassazione penale

Sezione: Sezione I

Data: 24/01/2017

Numero: 3594

Testo completo della Sentenza – Cassazione penale 24/01/2017 n° 3594:

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Penale Sent. Sez. 1 Num. 3594 Anno 2017
Presidente: DI TOMASSI MARIASTEFANIA
Relatore: APRILE STEFANO
Data Udienza: 09/01/2017

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
Antonio ANGELINO, nato a Caivano il 15 aprile 1958;
avverso l’ordinanza del 7 dicembre 2015 pronunciata dal Tribunale di Forlì;
Visti gli atti, il provvedimento denunziato, il ricorso, la memoria depositata il
4 gennaio 2017;
udita la relazione svolta dal Consigliere Dott. Stefano Aprile;
lette le richieste del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore
generale Dott. Mario Fraticelli, che ha concluso per l’annullamento del ricorso con
rinvio;

RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Con il provvedimento impugnato, il Tribunale di Forlì, in funzione di
giudice dell’esecuzione, ha dichiarato inammissibile l’istanza avanzata dal
ricorrente, a norma dell’art. 670, cod. proc. pen., volta ad ottenere la
declaratoria di non esecutività della sentenza della Corte di appello di Ancona del
26 novembre 2013, con conseguente istanza di rimessione in termini per
l’impugnazione, accogliendo, invece, altra analoga istanza su diversa sentenza.
2. Ricorre Antonio Angelino, a mezzo del difensore avv. Piero Ippoliti Martini,
che chiede l’annullamento dell’ordinanza impugnata lamentando l’inosservanza o
erronea applicazione della legge penale o di altre norme giuridiche di cui si deve
tener conto nell’applicazione della legge penale, a norma dell’art. 606, comma 1,
lett. b), cod. proc. pen., nonché la mancanza, contraddittorietà o manifesta
illogicità della motivazione, a norma dell’art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc.
pen., sotto il profilo dell’omessa pronuncia attinente la denunciata non
eseguibilità della sentenza.
L’avv. Fabio Foci, difensore del ricorrente, depositava memoria illustrativa in
data 4 gennaio 2017 con la quale insisteva nella ricorso.
3. Osserva il Collegio che il ricorso appare fondato poiché, effettivamente,
con l’istanza presentata a norma dell’art. 670, cod. proc. pen., il ricorrente aveva
espressamente denunciato il vizio attinente la notificazione dell’estratto
contumaciale della sentenza di appello, mentre il giudice dell’esecuzione,
competente in considerazione del passaggio in giudicato di altra successiva
sentenza (Sez. 1, Sentenza n. 33923 del 07/07/2015, Musumeci, Rv. 264679),
ha omesso di esaminare la censura, concentrando la propria attenzione
unicamente sui profili attinenti la rimessione in termini.
Va, in proposito, richiamato il costante orientamento di legittimità secondo il
quale «è competente il giudice dell’esecuzione a decidere sulla richiesta di
restituzione in termini ex art.175, comma quarto, cod. proc. pen. quando la
stessa è subordinata all’accertamento della validità o dell’efficacia del titolo
esecutivo, comunque contestate dall’istante dovendo farsi applicazione di quanto
previsto dall’art. 670, comma terzo, cod. proc. pen.» (Sez. 6, Ordinanza n.
49876 del 29/11/2013, Laci, Rv. 258389).
Il provvedimento va, quindi, annullato con rinvio per nuovo giudizio sul
punto.

P.Q.M.

Annulla l’ordinanza impugnata e rinvia per nuovo esame al Tribunale di Forlì.
Così deciso il 9 ennaio 2017.

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