[Argomento] – Cassazione Penale 23/01/2017 N° 3335

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Cassazione penale

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Tipo: Cassazione penale

Sezione: Sezione IV

Data: 23/01/2017

Numero: 3335

Testo completo della Sentenza – Cassazione penale 23/01/2017 n° 3335:

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Penale Sent. Sez. 4 Num. 3335 Anno 2017
Presidente: CIAMPI FRANCESCO MARIA
Relatore: PAVICH GIUSEPPE
Data Udienza: 22/12/2016

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
RAMETTA GIUSY LOREDANA N. IL 08/10/1974
nei confronti di:
LA VELA ANTONINO N. IL 12/11/1948
avverso la sentenza n. 5021/2014 CORTE APPELLO di PALERMO,
del 20/01/2016
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 22/12/2016 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. GIUSEPPE PAVICH

RITENUTO IN FATTO
1. La Corte d’appello di Palermo, con sentenza resa il 20 gennaio 2016,
confermava la condanna alla pena di giustizia emessa in data 10 febbraio 2014
dal Tribunale di Trapani a carico di Antonino La Vela, in relazione al reato p. e p.
dall’art. 590, comma 3, cod.pen., commesso in Trapani il 27 ottobre 2010.
1.1. L’addebito nei confronti dell’imputato era riferito a un episodio in cui
Giusy Rametta, odierna parte civile e insegnante presso l’istituto scolastico di cui
il La Vela era dirigente, scivolava uscendo dall’istituto al termine di un’assemblea
di classe, cadendo rovinosamente e riportando lesioni meglio descritte
nell’imputazione, cagionate secondo la ricostruzione accolta dai giudici di merito
dal mancato ripristino della pavimentazione antiscivolo, a cura dell’imputato nella
detta qualità, nel tratto ove si era verificato l’infortunio.
1.2. Già in primo grado, a fronte della condanna dell’imputato, era stata
rigettata la richiesta risarcitoria avanzata dalla parte civile, la quale perciò
proponeva a sua volta appello; ma la Corte distrettuale, confermando le
statuizioni del Tribunale, rigettava non solo l’impugnazione dell’imputato, ma
anche quella della detta parte civile, sul rilievo dell’avvenuto risarcimento in
favore della stessa in sede extragiudiziale e in via transattiva.
2. Avverso la prefata sentenza ricorre Giusy Rametta, per il tramite del suo
difensore di fiducia.
2.1. Il ricorso é articolato in un unico motivo, nel quale l’esponente lamenta
violazione di legge con riferimento agli artt. 185 cod.pen. e 74 e 539
cod.proc.pen.: si duole la ricorrente del fatto che la definizione in via transattiva
della pratica risarcitoria é stata ritenuta integralmente satisfattiva dalla Corte
territoriale, pur essendo intervenuta esclusivamente tra l’imputato e la
Compagnia che assicurava l’Istituto scolastico; ma, obietta l’esponente, la
transazione riguardava non l’intero debito solidale, ma solo la quota interna del
singolo debitore, poiché la Compagnia assicurava l’Istituto scolastico,
autonomamente responsabile dal punto di vista civilistico. Perciò gli effetti
estintivi della transazione de qua non possono propagarsi anche alla parte di
obbligazione non solidale dovuta esclusivamente da uno dei condebitori.
Lamenta in particolare il ricorrente che alcune voci di danno non coperte da
assicurazione (danno biologico, danno non patrimoniale ecc.) non siano state
liquidate; e su tali somme parte civile ricorrente ha diritto e interesse a essere
autonomamente soddisfatta, poiché l’avvenuta liquidazione del danno da parte
della Compagnia assicuratrice non copre le suddette voci di danno.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso merita accoglimento.
1.1. Come prospettato dalla ricorrente, il contratto assicurativo, volto a
coprire i rischi connessi all’attività imprenditoriale del datore di lavoro ed a
risarcire i danni che da essa eventualmente conseguano, ha effetti vincolanti tra i
soli contraenti (tant’é che il danneggiato non ha in sede civile azione diretta nei
confronti dell’assicuratore, che legittimamente viene estromesso dal giudizio,
non ricorrendo l’ipotesi di responsabile civile ex lege di cui all’art. 185, comma
secondo, cod. pen.: cfr. ex multis Sez. 4, n. 4870 del 10/12/2003, dep. 2004,
Bixio ed altro, Rv. 229378).
1.2. Né deve sfuggire che la disciplina codicistica della transazione (art.
1304 cod.civ.), nel consentire, in deroga al principio secondo cui il contratto
produce effetti solo tra le parti, che il condebitore in solido, pur non avendo
partecipato alla stipulazione della transazione tra creditore e uno dei debitori
solidali, se ne possa avvalere, si riferisce esclusivamente all’atto di transazione
che abbia ad oggetto l’intero debito, mentre non include la transazione parziale
che, in quanto tesa a determinare lo scioglimento della solidarietà passiva,
riguarda unicamente il debitore che vi aderisce e non può coinvolgere gli altri
condebitori, che non hanno alcun titolo per profittarne (Sez. 3 Civ., n. 19541 del
30/09/2015, Rv. 636884).
1.3. Nella specie, come correttamente rilevato dalla ricorrente, l’accordo
transattivo intervenuto fra la stessa (quale persona offesa) e la Compagnia
assicuratrice dell’istituto scolastico, oltre a costituire res inter alios acta rispetto
alla posizione dell’imputato (quale soggetto direttamente responsabile del danno
derivante da reato), non poteva riferirsi alle voci di danno non coperte dal
contratto di assicurazione; perciò, valendo in subiecta materia i richiamati
principi civilistici, non può ritenersi operante nei confronti dell’imputato La Vela
la dichiarazione liberatoria resa dalla Rametta in sede di accordo transattivo, con
riguardo alla porzione di debito riferibile in via esclusiva al detto imputato.
1.4. Sotto tale profilo, l’impugnata sentenza non fa buon governo dei
principi che regolano la materia, non avendo in alcun modo valutato i concreti
requisiti di accoglibilità e fondatezza della domanda risarcitoria in tutte le sue
componenti, che si sarebbe dovuta riferire all’adempimento dell’onere deduttivo
e probatorio incombente sull’attore, ma si é invece limitata ad affermare
(erroneamente) che l’intercorsa definizione in via transattiva della liquidazione
del danno alla persona offesa da parte della Compagnia assicuratrice dell’Istituto
scolastico avesse valore integralmente satisfattivo di tutte le voci di danno.
2. In base a quanto precede discende l’annullamento della sentenza
impugnata, con rinvio, ai sensi dell’art. 622 cod. proc. pen., al giudice civile
competente per valore in grado di appello, al quale si demanda altresì la
regolamentazione delle spese tra le parti per ciò che attiene al presente giudizio
di legittimità; con l’opportuna precisazione che le regole di giudizio che il giudice
civile dovrà applicare sono quelle del diritto penale, essendo in questione, ex art.
185 cod. pen., il danno da reato e non mutando la natura risarcitoria della
domanda proposta, ai sensi dell’art. 74 cod. proc. pen., innanzi al giudice penale
(cfr. Sez. 4, n. 11193 del 10/02/2015, Cortesi e altri, Rv. 262708; Sez. 4, n.
42995 del 18/06/2015, Gentile, Rv. 264751).

P.Q.M.

Annulla la sentenza impugnata, limitatamente alle statuizioni civili, con
rinvio davanti al giudice civile competente per valore in grado di appello, cui
demanda la regolamentazione delle spese tra le parti per ciò che attiene al
presente giudizio di legittimità.
Così deciso in Roma il 22 dicembre 2016.

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