[Argomento] – Cassazione Penale 18/01/2017 N° 2499

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Cassazione penale

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Tipo: Cassazione penale

Sezione: Sezione V

Data: 18/01/2017

Numero: 2499

Testo completo della Sentenza – Cassazione penale 18/01/2017 n° 2499:

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Penale Sent. Sez. 5 Num. 2499 Anno 2017
Presidente: SABEONE GERARDO
Relatore: MORELLI FRANCESCA
Data Udienza: 15/11/2016

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
GUARASCIO PASQUALE nato il 18/07/1986 a ROGLIANO
nei confronti di:
VIZZA MARIO nato il 20/08/1981 a ROGLIANO
avverso la sentenza del 26/10/2015 del TRIBUNALE di COSENZA
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita in PUBBLICA UDIENZA del 15/11/2016, la relazione svolta dal Consigliere
FRANCESCA MORELLI
Udito il Procuratore Generale in persona del MARILIA DI NARDO

RITENUTO IN FATTO
1. Con la sentenza impugnata, il Tribunale di Cosenza ha riformato la sentenza del
Giudice di Pace di Rogliano, che aveva condannato Vizza Mario alla pena di giustizia
ed al risarcimento dei danni in favore della parte civile, in quanto responsabile di
minaccia in danno di Guarascio Pasquale, assolvendo, invece, l’imputato per
insussistenza del fatto.
2. Propone tempestivo ricorso il difensore e procuratore speciale della parte civile
deducendo vizi motivazionali e travisamento della prova, con particolare riferimento
alla violazione dei principi contenuti nell’art.6 CEDU come interpretati nella sentenza
Dan c.Moldavia.
Si censura, quindi, l’operato del giudice di appello che avrebbe diversamente valutato
la deposizione della parte offesa, ritenendola inattendibile, senza procedere ad una
nuova audizione della parte lesa e dei testimoni

CONSIDERATO IN DIRITTO
1. In tema di necessità della rinnovazione dell’istruttoria qualora il giudice d’appello
intenda riformare la pronuncia di primo grado, qualora da un giudizio di condanna si
pervenga ad un epilogo assolutorio, si è recentemente espressa la Quinta Sezione
con la sentenza n. 29827 del 13/03/2015 Rv. 265139, affermando il seguente
principio: “In tema di rinnovazione dell’istruttoria, l’obbligo del giudice di appello di
rinnovare l’istruttoria e di escutere nuovamente i dichiaranti, qualora valuti
diversamente la loro attendibilità rispetto a quanto ritenuto in primo grado – ai sensi
dell’art. 6 CEDU, come interpretato dalla Corte EDU con sentenza 5 luglio 2011, Dan
c/Moldavia – trova applicazione solo nel caso in cui il giudice di appello intenda
riformare in peius una sentenza di assoluzione, ma non anche quando la nuova
assunzione della prova dichiarativa sia sollecitata dall’accusa, al fine di ottenere il
ribaltamento della decisione assolutoria.
1.1. Si tratta di un argomento affrontato anche nella sentenza delle Sezioni Unite n.
27620 del 28/04/2016, Dasgupta, Rv. 267486 che, alle pagine 11 e 12 della
motivazione, sottolinea il carattere residuale dell’istituto della rinnovazione
dell’istruzione dibattimentale ( S.U. n. 2780 del 24.1.96, Panigoni) ed evidenzia come
l’art.603 c.p.p. non prenda in considerazione l’ipotesi in cui il giudice d’appello
interpreti le risultanze di prova in termini antitetici alle conclusioni assunte in primo
grado.
A questo punto, il ribaltamento in senso assolutorio del giudizio di condanna operato
dal giudice d’appello senza procedere a rinnovazione dell’istruzione dibattimentale è
perfettamente in linea con la presunzione d’innocenza, presidiata dai criteri di cui
all’art.533 c.p.p.
Diversamente per l’ipotesi inversa ” in cui dovere di motivazione rafforzata da parte
del giudice dell’impugnazione in caso di dissenso rispetto alla decisione di primo
grado, canone – al di là di ogni ragionevole dubbio- , dovere di rinnovazione
dell’istruzione dibattimentale e limiti alla reformatio in pejus, si saldano nel
medesimo asse cognitivo e decisionale”.
1.2. Va quindi esclusa, per i motivi esposti, la violazione dell’art.6 CEDU denunziata
dal ricorrente
2. Il provvedimento impugnato, in cui si analizzano in termini approfonditi tutti gli
argomenti esposti dal primo giudice offrendone una piena confutazione, risponde ai
criteri enunciati, da ultimo, da Sez. 6, n. 46742 del 08/10/2013 Rv. 257332 “In
tema di motivazione della sentenza, il giudice di appello che riformi la decisione di
condanna di primo grado, nella specie pervenendo a una sentenza di assoluzione,
non può limitarsi a prospettare notazioni critiche di dissenso alla pronuncia
impugnata, dovendo piuttosto esaminare, sia pure in sintesi, il materiale probatorio
vagliato dal primo giudice e quello eventualmente acquisito in seguito per offrire una
nuova e compiuta struttura motivazionale che dia ragione delle difformi conclusioni
assunte” ( negli stessi termini Sez.6 n.1253 del 28.11.13 Rv. 258005; Sez.2 n.50643
del 18.11.14 Rv.261327).
3. Il ricorso è, invece, inammissibile per la parte in cui pretende di valutare o
rivalutare gli elementi probatori al fine di trarre conclusioni in contrasto con quella del
giudice di merito, chiedendo alla Corte di legittimità un giudizio di fatto che non le
compete. Esula, infatti, dai poteri della Corte di Cassazione quello di una rilettura
degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione, la cui valutazione è, in via
esclusiva, rimessa al giudice di merito, senza che possa integrare il vizio di legittimità
la mera prospettazione di una diversa, e per il ricorrente più adeguata, valutazione
delle risultanze processuali. Alla Corte di Cassazione è preclusa la rilettura di altri
elementi di fatto rispetto a quelli posti a fondamento della decisione impugnata e
l’autonoma adozione di nuovi o diversi parametri di ricostruzione e valutazione dei
fatti medesimi ritenuti maggiormente plausibili o dotati di una migliore capacità
esplicativa, dovendosi essa limitare a controllare se la motivazione dei giudici di
merito sia intrinsecamente razionale o capace di rappresentare e spiegare l’iter logico
seguito.
4. ai sensi dell’art. 616 c.p.p., con il provvedimento che rigetta il ricorso, la parte
privata che lo ha proposto deve essere condannata al pagamento delle spese del
procedimento.

P.Q.M.
rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Così deciso il 15 novembre 2016

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