Applicazione Della Pena – Cassazione Penale 7/11/2016 N° 46680

Applicazione della pena – Cassazione penale 7/11/2016 n° 46680 leggi la sentenza gratuitamente su leggesemplice.com

Cassazione penale

Consulta tutte le sentenze della cassazione penale

Le sentenze più lunghe per comodità vengono divise in più pagine

Tipo: Cassazione penale

Sezione: Sezione VI

Data: 7/11/2016

Numero: 46680

Testo completo della Sentenza Applicazione della pena – Cassazione penale 7/11/2016 n° 46680:

Le sentenze più lunghe per comodità vengono divise in più pagine 

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
Pacifici Daniele, n. Roma 3.12.1976
avverso la sentenza n. 5908/14 Tribunale di Firenze del 18/12/2014
esaminati gli atti e letti il ricorso e il provvedimento decisorio impugnato;
udita in camera di consiglio la relazione del consigliere, dott. O. Villoni;
lette le note scritte del pubblico ministero in persona del sostituto P.G., d.ssa
M. G. Fodaroni, che ha concluso per l’annullamento senza rinvio;
letta la memoria a firma del difensore (d’ufficio) del ricorrente, avv. Antioco
Pintus, in cui si insiste per l’accoglimento del ricorso
RITENUTO IN FATTO
1. Con la sentenza impugnata, il Tribunale di Firenze in composizione monocratica ha applicato, a richiesta dell’imputato concordata con il PM, la pena di sei
mesi di reclusione ed C 200,00 di multa nei confronti di Pacifici Daniele in ordine
al reato di cui all’art. 388, comma 3 cod. pen., concedendogli il beneficio della
sospensione condizionale subordinata al pagamento delle spese di costituzione e
difesa in favore della parte civile, quantificate in C 1.000,00.
2. Avverso la sentenza ha proposto ricorso l’imputato, che deduce difetto di
motivazione e violazione di legge con riferimento alla subordinazione al pagamento delle spese di parte civile della concessa sospensione condizionale della
pena nonché in relazione alla condanna al pagamento delle spese in sé e alla
relativa determinazione del quantum.
Riguardo al primo profilo, il ricorrente allega che essendo stato ammesso al
pa-trocinio a spese dello Stato, la subordinazione del beneficio accordatogli al
pa-gamento delle spese di costituzione di parte civile, che non potrà mai corrispondere perché indigente, equivale a reintrodurre nell’ordinamento l’istituto del
‘carcere per debiti’ del diritto romano e medievale.
Quanto al secondo, deduce che il giudice ha liquidato la somma predetta senza
indicarne i criteri di determinazione, senza distinguere tra onorari, competenze e
spese e infine senza spiegare le ragioni della mancata compensazione, stanti le
precarie condizioni economiche allegate.
3. Nelle rassegnate note scritte, il Procuratore Generale reputa fondato e
assorbente il primo motivo di ricorso, posto che in sede di patteggiamento il giudice non può alterare il contenuto dell’accordo intervenuto tra le parti, subordinando il beneficio della sospensione condizionale della pena all’adempimento di
un obbligo rimasto estraneo alla pattuizione, come avvenuto nel caso di specie in
cui la subordinazione è stata invocata dalla parte civile ai sensi dell’art. 165 cod.
pen.
4. Analoghe argomentazioni sono state svolte dal difensore del ricorrente nella
memoria depositata in data 22/09/2016.
CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Il ricorso è fondato nei limiti di cui in motivazione.
2. Da tempo la giurisprudenza di questa Corte di Cassazione ha stabilito il principio secondo cui il giudice non ha il potere di aggiungere nella sentenza di
patteggiannento statuizioni ulteriori rispetto a quelle risultanti dalla richiesta di
applicazione della pena formulata dalla parte, sulla quale il PM abbia prestato il
suo consenso, in genere con riferimento alla subordinazione del beneficio della
sospensione condizionale di cui all’art. 163 cod. pen. a statuizioni in favore della
parte civile (risarcimento del danno, pagamento di una provvisionale, rifusione
I
delle spese di costituzione), evenienza comportante vizio della decisione che,
tuttavia, non inficia l’efficacia del patto e della ratifica di esso da parte del giudicante (Sez. 6, sent. n. 41228 del 20/09/2012, Zampella, Rv. 253735; Sez. 6,
sent. n. 13905 del 11/03/2010, Secondi, Rv. 246689; Sez. 3, sent. n. 3518 del
20/11/2002, Donadio, Rv. 22313; Sez. 6, sent. n. 4218 del 14/12/1999, Deidda,
Rv. 216504; Sez. 6, sent. n. 3010 del 21/12/1992, PM in proc. D’Angelo, Rv.
193603).
Non ravvisandosi motivo per andare di contrario avviso rispetto a tale consolidata e condivisibile giurisprudenza, va, pertanto, annullata senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla disposta subordinazione al pagamento delle
spese di parte civile della concessa sospensione condizionale della pena, che, ai
sensi dell’art. 620 lett. l) cod. proc. pen., va di conseguenza eliminata.
3. Il ricorso deve essere, invece, rigettato in relazione al secondo composito
motivo d’impugnazione.
3.1 Ferma restando la ricorribilità per cassazione della sentenza nella parte
relativa alla condanna alla rifusione delle spese di parte civile, sia per quanto
attiene alla legalità della somma liquidata sia riguardo all’esistenza di una
corretta motivazione sul punto, anche quando sulla relativa richiesta nulla sia
stato eccepito dinanzi al giudice del patteggiamento (Sez. U, sent. n. 40288 del
14/07/2011, Tizzi e altro, Rv. 250680), l’impugnazione deve, tuttavia, (Sez. 5, sent. n. 5053
del 27/11/2015, Cilia e altro, Rv. 266053) o comunque (Sez. 6, sent. n. 50260 del 25/11/2015, T, Rv. 265658).
E’ quanto verificatosi nella fattispecie, in cui il ricorrente si duole per la asserita incongruità della somma liquidata a proprio carico, lamentando, altresì, che il
giudicante non ha indicato i motivi in forza dei quali la liquidazione è avvenuta,
omettendo di distinguere tra onorari, competenze, spese e relative voci.
Appare evidente, infatti, che pur considerando l’intervenuta abrogazione del sistema delle tariffe professionali per effetto dell’art. 9, comma 1 del d.l. n. 1 del
2012 convertito con modificazioni dalla legge n. 27 del 2012 e la sua sostituzione
con i parametri stabiliti dal d.m. 20 luglio 2012 n. 140, un’impugnazione che
voglia assolvere ai caratteri di specificità richiesti dalla legge deve evidenziare le
ragioni per cui il giudice avrebbe fatto cattivo governo dei parametri stabiliti dal
predetto decreto, ad es. discostandosi in maniera sensibile da quelli medi di cui
alla Tabella B (penale) ivi allegata (sul punto v. anche Sez. 5, sent. n. 14335 del
12/02/2014, P.C. in proc. Castano, Rv. 259100).
La genericità della doglianza impedisce, pertanto, di prenderla in considerazione (artt. 581, lett. c] e 591 lett. c] cod. proc. pen.).
3.2 n ricorrente si duole, infine, della carente motivazione in ordine alla mancata compensazione di dette spese pur a fronte dell’intervenuta allegazione da
parte sua di precarie condizioni economiche.
Anche in questo caso la doglianza risulta improponibile (art. 606, comma 3
cod. proc. pen.).
Secondo l’art. 445, comma 2 cod. proc. pen., nel caso di patteggiamento e di
contemporanea costituzione di parte civile, quest’ultima (C.
Cost. 12 ottobre 1990 n. 443; Sez. 4, sent. n. 7209 del 27/06/1996, Crafa, Rv.
206809) e secondo una giurisprudenza di questa Corte di Cassazione (Sez. 5, sent. n. 48731 del 13/10/2014,
Palombo, Rv. 261230).
Sempre nel sistema della legge, costituisce, invece, una mera eventualità
(Salvo che ricorrano’) la sussistenza di giusti motivi di compensazione totale o
parziale delle spese medesime, nel qual caso scatta, secondo la costante giurisprudenza di legittimità formatasi sul punto, l’obbligo di motivare in maniera
congrua l’adozione di tale statuizione (Sez. 5, sent. n. 40839 del 20/09/2004,
P.C. in proc. Zanni e altro, Rv. 230008; Sez. 4, sent. n. 20796 del 03/05/2006,
P.C. in proc. Lopo, Rv. 234593; Sez. 6, n. 7519 del 24/01/2013, Scapoli, Rv.
255124).
Non sussiste, per contro, lo stesso obbligo in senso contrario il che vale a dire
che al giudice non s’impone di motivare nel caso in cui non disponga la compensazione, talché il ricorrente non può dolersene.
3. L’accoglimento del ricorso comporta l’annullamento senza rinvio della decisione impugnata e l’eliminazione della statuizione della subordinazione della
sospensione condizionale della pena al pagamento delle spese di costituzione e
difesa della parte civile ai sensi dell’art. 620, comma 1 lett. I) cod. proc. pen.
P. Q. M.
annulla senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla subordinazione
della sospensione della pena al pagamento delle spese di costituzione e difesa
della parte civile, subordinazione che elimina.
Rigetta nel resto il ricorso.
Roma, 20/10/2016

Le sentenze più lunghe per comodità vengono divise in più pagine