Albergatori E Alberghi – Cassazione Penale 11/05/2017 N° 23308

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Cassazione penale

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Tipo: Cassazione penale

Sezione: Sezione I

Data: 11/05/2017

Numero: 23308

Testo completo della Sentenza Albergatori e alberghi – Cassazione penale 11/05/2017 n° 23308:

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Penale Sent. Sez. 1 Num. 23308 Anno 2017
Presidente: DI TOMASSI MARIASTEFANIA
Relatore: BONI MONICA
Data Udienza: 28/04/2017

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
TERRANOVA CONCETTINA N. IL 05/12/1957
avverso la sentenza n. 153/2016 TRIBUNALE di SAVONA, del
18/04/2016
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 28/04/2017 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. MONICA BONI

Ritenuto in fatto e considerato in diritto
1. Con sentenza del 18 aprile 2016 il Tribunale di Savona condannava
l’imputata Concettina Terranova alla pena di euro 206,00 di ammenda, in quanto
ritenuta responsabile del reato di cui al R.D. 18 giugno 1931, n. 773, art. 109,
contestatole perché, in qualità di esercente attività di affittacamere, dal maggio
2010 al settembre 2012 ometteva di comunicare all’autorità di p.s., entro le
ventiquattrore successive al loro arrivo, le generalità degli ospiti, fatto accertato il
21/2/2013.
2. Avverso detta sentenza ha proposto appello, in seguito qualificato come
ricorso per cassazione, l’imputata a mezzo del difensore, il quale ha dedotto che la
sentenza non ha fatto corretto uso delle risultanze processuali, non avendo
considerato che l’imputata non aveva svolto attività qualificabile come
affittacamere, ma quale attività non imprenditoriale di bed and breakfast, non
soggetta alla normativa di cui al T.u.l.p.s..
3.11 ricorso è inammissibile perché basato su motivo manifestamente infondato.
3.1 Va premesso che le disposizioni di cui all’art. 109 TULPS hanno subito
reiterati interventi di modifica, che si sono succeduti nel tempo. Dopo
l’introduzione di testi normativi che avevano inciso sull’apparato sanzionatorio,
quali il D.Lgs. n. 480 del 1994, art. 4, che aveva modificato l’art. 109, comma 4,
prevedendo la sanzione penale specifica differenziata tra persona alloggiata italiana
o straniera ed il successivo D.L. n. 97 del 1995, conv. L. n. 203 del 1995 (riordino
della materia del turismo, spettacolo e sport) che aveva introdotto un’unica
sanzione amministrativa con conseguente depenalizzazione della violazione, la
legge n. 135 del 29 marzo 2001 ha riscritto per intero l’art. 109 TULPS,
articolandone il testo in tre commi nei seguenti termini:
“Art. 109. – 1. I gestori di esercizi alberghieri e di altre strutture ricettive, comprese
quelle che forniscono alloggio in tende, roulotte, nonché i proprietari o gestori di
case e di appartamenti per vacanze e gli affittacamere, ivi compresi i gestori di
strutture di accoglienza non convenzionali, ad eccezione dei rifugi alpini inclusi in
apposito elenco istituito dalla regione o dalla provincia autonoma, possono dare
alloggio esclusivamente a persone munite della carta d’identità o di altro
documento idoneo ad attestarne l’identità secondo le norme vigenti.
2. Per gli stranieri extracomunitari è sufficiente l’esibizione del passaporto o di altro
documento che sia considerato ad esso equivalente in forza di accordi
internazionali, purchè munito della fotografia del titolare.
3. I soggetti di cui al comma 1, anche tramite i propri collaboratori, sono tenuti a
consegnare ai clienti una scheda di dichiarazione delle generalità conforme al
modello approvato dal Ministero dell’interno. Tale scheda, anche se compilata a
cura del gestore, deve essere sottoscritta dal cliente. Per i nuclei familiari e per i
gruppi guidati la sottoscrizione può essere effettuata da uno dei coniugi anche per
gli altri familiari, e dal capogruppo anche per i componenti del gruppo. I soggetti di
cui al comma 1 sono altresì tenuti a comunicare all’autorità locale di pubblica
sicurezza le generalità delle persone alloggiate, mediante consegna di copia della
scheda, entro le ventiquattro ore successive al loro arrivo. In alternativa, il gestore
può scegliere di effettuare tale comunicazione inviando, entro lo stesso termine,
alle questure territorialmente competenti i dati nominativi delle predette schede con
mezzi informatici o telematici o mediante fax secondo le modalità stabilite con
decreto del Ministro dell’interno.”
La novella dell’art. 109 non aveva comportato la previsione di alcuna
sanzione, ne’ penale, ne’ amministrativa, determinando in tal modo il rinvio alla
pena disposta dall’art. 17 TULPS. In tale senso si è pronunciata questa Corte,
affermando che l’obbligo per i gestori di esercizi alberghieri e di altre strutture
ricettive di comunicare all’autorità locale di p.s. le generalità delle persone
alloggiate entro le ventiquattro ore successive al loro arrivo è sanzionata
penalmente dalla disposizione sussidiaria di cui all’art. 17 del TULPS, avendo la L.
n. 135 del 2001 riformulato la norma ed eliminato la sanzione amministrativa che
era stata introdotta con la depenalizzazione del D.L. n. 97 del 1995. (Sez. 3, n.
37145 del 07/07/2005, Parati, rv. 232474; Sez. 1, n. 42565 del 06/11/2008,
Montoro, rv. 241720).
Con il D.Lgs. n. 79 del 2011 (codice statale in tema di ordinamento e mercato
del turismo) è stata abrogata la L. n. 135 del 2001; tuttavia, la sostituzione in toto
della predetta legge con la novella non ha comportato la eliminazione dell’effetto
abrogativo sostitutivo dell’art. 109 TULPS, che si è già verificato e non può
derivarne la riviviscenza del testo introdotto con D.L. n. 97 del 1995, che prevedeva
la sanzione amministrativa (Sez. 3, n. 19037 del 18/04/2007, Caggegi). Tanto
trova conferma anche nel fatto che il successivo D.L. n. 201 del 2011, conv. nella L.
n. 214 del 2011 (decreto semplificazione) all’art. 40, comma 1, prevede la
semplificazione degli adempimenti per la registrazione dei clienti nelle strutture
ricettizie dell’art. 109 TULPS e modifica il solo comma 3, sostituito dal seguente
testo: “3. Entro le ventiquattrore successive all’arrivo, i soggetti di cui al comma 1
comunicano alle questure territorialnnente competenti, avvalendosi di mezzi
informatici o telematici o mediante fax, le generalità delle persone alloggiate,
secondo modalità stabilite con decreto del Ministro dell’interno, sentito il Garante
per la protezione dei dati personali”.
3.2 Tanto premesso, la ricorrente assume con l’impugnazione di non essere
soggetta all’obbligo di comunicazione dei dati personali degli ospiti alloggiati nella
struttura dalla stessa gestita poiché non si tratterebbe di attività di affittacamere,
ma di “bed and breakfast”, gestita in forma non imprenditoriale. Va osservato in
primo luogo che tale assunto è genericamente formulato ed assertivo, perché
basato soltanto sull’affermazione di tale postulato, non illustrato nelle ragioni
giustificative e negli elementi fattuali che dovrebbero dimostrarlo; si ignorano,
infatti, le dimensioni della struttura e le modalità della sua gestione, così come
difetta totalmente l’indicazione delle ragioni giuridiche della pretesa esenzione
dall’obbligo di comunicazione previsto dall’art. 109 TULPS.
3.2 Per contro, in modo del tutto corretto il Tribunale ha rilevato che la norma
precettiva non autorizza alcuna differenziazione basata sulle dimensioni strutturali e
sul numero di camere dell’alloggio che offre ospitalità, perché assoggetta i
proprietari o gestori di alberghi, ma anche di tutte le altre strutture ricettive, senza
distinzioni di sorta, comprese quelle non convenzionali, al rispetto dell’obbligo di
comunicazione delle generalità dei clienti entro il termine di ventiquattrore,
adempimento che nel caso di specie non è stato del tutto effettuato.
Per le considerazioni svolte il ricorso va dichiarato inammissibile con la
conseguente condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e, in
ragione dei profili di colpa, insiti nella proposizione di siffatta impugnazione, anche
al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, che si reputa
equo determinare in euro 1.500,00.

P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle
spese processuali ed al versamento di 1.500,00 euro alla Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, il 28 aprile 2017.

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